La giornata della legalità di Confcommercio, i dati sul Nord Est

Un totale di 31mila imprese del commercio e dei pubblici esercizi sono oggi ad elevato rischio usura in Italia. L’illegalità costa alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 33,6 miliardi di euro e mette a rischio 268mila posti di lavoro. La perdita annua in termini di fatturato e di valore aggiunto è pari all’8,9%. In dettaglio, l’abusivismo commerciale costa 9,1 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione pesa per 5,4 miliardi, la contraffazione per 4,4 miliardi, il taccheggio per 4,8 miliardi. Gli altri costi della criminalità (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 6,4 miliardi e i costi per la cyber criminalità 3,5 miliardi.
Sono le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio nazionale diffuse oggi in occasione della decima edizione della Giornata “Legalità, ci piace”, un’iniziativa di analisi, denuncia e sensibilizzazione sulle conseguenze dei fenomeni criminali per l’economia reale e per le imprese. Un appuntamento annuale dell’intero sistema confederale contro ogni forma di illegalità per promuovere e rafforzare la cultura della legalità che è un prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo.

Nel focus di quest’anno sul Nord Est emerge che:

IL SENSO DI SICUREZZA. Nel Nord Est il 7,2% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2022, un valore inferiore rispetto alla media nazionale pari al 10,3%. L’usura è il fenomeno criminale percepito in maggior crescita (per il 25,6% delle imprese), un dato in linea con quello nazionale pari al 25,9%.

TENTATIVI DI USURA E RACKET. Il 16,5% degli imprenditori ha avuto notizia di fenomeni di usura o estorsione nella propria zona di attività, dato al di sotto della media nazionale del 21,4%.

ASSISTENZA CONTRO LA CRIMINALITÀ. Le forze dell’ordine (33,5%) e le associazioni di categoria e le organizzazioni antiusura (27,8%) sono i soggetti sentiti più vicini agli imprenditori minacciati.

ESPOSIZIONE ALL’USURA E AL RACKET. Il 16,1% degli imprenditori è molto preoccupato per il rischio di esposizione a fenomeni di usura e racket nella zona in cui opera, dato quasi in linea con la media nazionale del 16,5%.

IL COMPORTAMENTO DEGLI IMPRENDITORI DI FRONTE AI FENOMENI CRIMINALI. Di fronte a fenomeni di usura e racket il 49,9% delle imprese ritiene che si dovrebbe denunciare (un valore inferiore alla media nazionale pari al 59,4%) e il 29,9% dichiara che non saprebbe cosa fare (dato sostanzialmente in linea alla media nazionale pari al 30,1%).

MECCANISMI COMMERCIALI FUORI DALLE REGOLE. Il 59,7% delle imprese si ritiene «molto o abbastanza» penalizzato dall’abusivismo e dalla contraffazione (dato inferiore alla media nazionale del 65,1%).

MISURE DI PROTEZIONE. L’84,8% delle imprese del Nord Est ha investito in misure di protezione per la propria sicurezza e quella dei propri clienti: in particolare in sistemi di videosorveglianza e allarmi antifurto.

QUALITA’ DELLA VITA. L’11,5% delle imprese del Nord Est ha dichiarato che la qualità della vita è peggiorata nel corso dell’ultimo biennio (valore inferiore alla media nazionale pari al 17,8%). Le principali cause sono imputate alla diminuzione della sicurezza personale, alla riduzione del reddito medio, alla chiusura di servizi alla persona ed esercizi commerciali.

 

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