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  • GLI ARROTONDAMENTI DEI PAGAMENTI IN CONTANTI: SOSPENSIONE DEL CONIO DELLE MONETE DA 1 E 2 CENTESIMI

    Ricordiamo che per effetto delle disposizioni contenute nella Legge 96/2017 (di conversione del DL 50/2017) da gennaio 2018 è sospeso il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, anche se le stesse continueranno a poter essere utilizzate  (i centesimi in circolazione conservano il loro valore legale e dunque potranno essere usati per pagare ovviamente le cifre arrotondate per eccesso e per difetto ai 5 centesimi).


    Tutti i pagamenti in contanti devono essere arrotondati per l’importo complessivo da pagare (e non per i singoli prodotti e/o servizi) per eccesso o per difetto ai cinque centesimi superiori o inferiori :


                           1 e 2 centesimi = arrotondamento a “zero”, per difetto


                           3 e 4 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per eccesso


                           6 e 7 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per difetto


                           8 e 9 centesimi = arrotondamento a 10 centesimi, per eccesso


     


    Esempi:
    *  importo complessivo da pagare 36,14 euro, il conto viene arrotondato per eccesso a


       36,15 euro
    *  importo complessivo da pagare 36,12 euro, il conto viene arrotondato per difetto a 36,10


     


    Se il pagamento avviene con altri strumenti, per esempio con carta di credito/debito l’importo non si arrotonda.


     


    Se il commerciante o  l’esercente  è già a conoscenza del metodo di pagamento utilizzato dal cliente può evidenziare nello scontrino l’arrotondamento, in caso contrario verrà annotato nella contabilità come arrotondamento attivo o passivo.


     


    Si ricorda inoltre che la Legge di Bilancio  2018 ha stabilito il divieto di effettuare pagamenti in contanti ai dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto in essere, quindi anche per i dipendenti a chiamata.



    I pagamenti possono essere effettuati solamente a mezzo banca, posta.
    Le sanzioni vanno da 1.000,00 a 5.000,00 euro.  Questa disposizione entra in vigore il 1°/7/2018.


     


     

  • Accendi il Natale, adotta una vetrina", esperimento riuscito

    Il ringraziamento della proprietà, Ivano Fanzutto, ai protagonisti di un’iniziativa che ha riscosso l’attenzione di altri commercianti, pure di fuori regione. Con una breve cerimonia si è chiuso il progetto “Accendi il Natale, adotta una vetrina”, che ha visto addobbato con temi natalizi l’immobile tra via Savorgnana e via dei Calzolai a Udine, già sede del Friuli Future Forum. «È stato un esperimento riuscito – spiega Fabio Passon, il presidente del gruppo Giovani di Confcommercio che ha curato l’operazione con il patrocinio del Comune –. Contiamo di avere diffuso un messaggio importante per avviare iniziative simili di grande impatto per il centro storico. Oltre ai contatti con operatori locali, hanno chiesto informazione pure alcuni imprenditori di Taranto per capire come replicare l’iniziativa nella città pugliese». A festeggiare l’operazione tutti gli sponsor: CrediFriuli, Fimaa Federazione degli Agenti immobiliari di Confcommercio, GraficStyle, Dair Architetti Associati e appunto la proprietà Fanzutto. Per eventuali info sul progetto scrivere a sindacale@ascom.ud.it

  • BORSE DI PLASTICA : ECCO LA CIRCOLARE INTEPRETATIVA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

    Con la presente, si forniscono alcuni chiarimenti in risposta ai numerosi quesiti pervenuti in merito all’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica.


    Come è noto, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva in questione, la disciplina in parola è stata adottata mediante l’approvazione di un emendamento governativo presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge richiamato. Il testo dell’emendamento riproduceva alla lettera il contenuto normativo di uno schema di decreto legislativo adottato dal Governo nel novembre 2016 in attuazione della delega contenuta nell’art. 4 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Sullo schema di decreto legislativo le Commissioni parlamentari competenti si erano espresse favorevolmente senza condizioni, ma la delega era però venuta a scadere prima che fosse possibile l’approvazione definitiva del decreto.


    La direttiva 2015/720/UE definisce (art. 1, comma 1) “borse di plastica in materiale leggero” le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron.


    Per tale tipologia di borse gli obiettivi europei di riduzione del consumo sono vincolanti. Detti obiettivi possono essere raggiunti attraverso divieti alla commercializzazione o altre misure restrittive quali, ad esempio, imposte al consumo. Inoltre, tra le misure obbligatorie, gli Stati membri, se non intendono fissare obiettivi annuali di riduzione del consumo pro-capite, sono tenuti a far pagare le buste di plastica leggere commercializzabili, introducendo il c.d. “pricing” e cioè il divieto di fornitura delle medesime buste di plastica a titolo gratuito.


    La direttiva consente infine la possibilità agli Stati membri di estendere il campo di applicazione delle suddette misure di riduzione dell’utilizzo per altre tipologie di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore, in particolare per quanto riguarda le borse di plastica in materiale ultraleggero, che sono quelle con uno spessore inferiore a 15 micron richieste a fini d’igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi. Tale possibilità è prevista dall’articolo 4, paragrafo 1-ter, della “direttiva imballaggi”, così come modificata dalla direttiva 2015/720/UE.


    Come detto, il recepimento della direttiva nell’ordinamento interno è stato effettuato con il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, in stretta conformità con gli specifici principi e criteri di delega legislativa già stabiliti dal Parlamento nazionale nell’articolo 4, comma 2, della legge n. 170 del 2016.


    In particolare, vanno menzionati i principi e criteri di delega relativi:


    al mantenimento dei divieti di commercializzazione, tipologie delle borse di plastica commercializzabili e spessori già stabiliti dalla legislazione nazionale dal 2012 (in attuazione dei commi 1129, 1130 e 1131 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28);
    alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile;
    al divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio.
     


    Sulla base di questi principi e criteri di delega e in attuazione delle definizioni e disposizioni della direttiva 2015/720/UE, il Legislatore nazionale ha previsto un doppio regime:



    • una disciplina che mantiene un divieto di commercializzazione delle borse in materiale leggero o di maggiore spessore e introduce formalmente il c.d. “pricing” già ampiamente praticato dagli operatori del settore su base volontaria dal 2012;

    • un insieme di norme che introduce gradualmente, a partire dal 1° gennaio 2018, restrizioni alla commercializzazione delle buste di plastica ultraleggere che si concretizzano attraverso il divieto delle buste ultraleggere non ecologiche e prevede, anche per detta tipologia di buste, il c.d. “pricing”.


     


    BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI


    Tutto ciò premesso e alla luce della disposizione applicabile dal 1° gennaio 2018, si ritiene utile riassumere la disciplina dell’utilizzo delle borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218, comma 1, lett. dd-ter, D.Lgs. n. 152/2006):


    1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco:



    • con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

    • con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;


    2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco:



    • con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari;

    • con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari;


    3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità;


    4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.


     


    OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO


    Sull’argomento, si evidenzia che l’art. 226 bis, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”.


    Parimenti, l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”.


    L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018.


     


    UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI


    Un ulteriore chiarimento è relativo, anche al fine del coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti come previste dal comma 3 dell’art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall’esterno del negozio.


    Per quanto riguarda l’utilizzo di borse portate dall’esterno degli esercizi commerciali in sostituzione delle borse ultraleggere fornite esclusivamente a pagamento ai consumatori a partire dal 1° gennaio 2018, si fa presente, innanzitutto, che la nuova disciplina introdotta dall’art. 9-bis del decreto-legge n. 91/2017, come convertito in legge, si applica esclusivamente alle borse di plastica come definite dal


    nuovo art. 218, comma 1, lett. dd-ter), ai sensi del quale le borse di plastica sono “borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti”; si ricorda, inoltre, che il comma 3 dell’art. 226-ter del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce testualmente che “nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti(UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare”.


    Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l’utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, si ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari richiamate nel citato comma 3 dell’art. 226-ter spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero, allo stato, è orientato a consentire l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l’igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell’esercizio e degli alimenti venduti alla clientela.


    IL DIRETTORE GENERALE


    (dott. Mariano Grillo)


     


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News
  • differito il termine per la presentazione delle domande del c.d. “voucher digitalizzazione”

    Il MISE ha differito il termine per la presentazione delle domande del
    c.d. “voucher digitalizzazione”  alle ore 17.00 del 12 FEBBRAIO 2018 .

    Con  il c.d. “voucher digitalizzazione”, le PMI possono beneficiare di
    una specifica agevolazione pari al 50% del totale delle spese (in ogni
    caso non superiore a € 10.000) sostenute per l’acquisto di software,
    hardware o servizi, il collegamento alla rete Internet tramite
    tecnologia satellitare e la formazione qualificata del personale.

    Alle imprese interessate è richiesta la presentazione di un apposito
    modello, esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile
    sul sito Internet del MISE.

  • Tariffe SCF-SILB 2018 diritti connessi su intrattenimenti in discoteche sale da ballo e night club

    SCF ha comunicato le tariffe in vigore dal 1° gennaio 2018 su
    intrattenimenti in discoteche e sale da ballo e per i night club. Ai
    sensi dell’accordo concluso con SILB, le tariffe dell’anno precedente
    hanno subito un incremento dell’1,1% per effetto dell’applicazione
    dell’incremento ISTAT ivi previsto.

    Si ricorda che il nuovo accordo entrato in vigore dal 1° gennaio 2017
    garantisce agli associati SILB-Confcommercio  uno sconto del 30% sul
    listino dei compensi.

    L’accordo prevede inoltre la facoltà per gli esercenti di acquistare
    convenienti carnet per 5, 15, 30, 50, 100 o 150 intrattenimenti con
    musica registrata, da consumare entro l’anno solare.

    Gli abbonamenti andranno richiesti e pagati presso le sedi
    territoriali SIAE entro il giorno 5 di ciascun mese successivo
    all’attivazione del carnet.

    Per ulteriori info i soci possono rivolgersi ai ns. uffici.



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