Sede
  • Antonutti (Federpreziosi): «Nostro il primo allarme sulla truffa dei diamanti da investimento

    «L'avevamo detto». È una frase sempre spiacevole da dire e sgradevole da ascoltare, osserva Cristina Antonutti, capogruppo Dettaglianti gioiellerie di Confcommercio Udine, ma, come informa Federpreziosi, è stato necessario il pesante intervento da parte della Guardia di Finanza di Milano su mandato della Procura per dare finalmente il via a seri interventi nei confronti degli operatori e delle aziende coinvolti nella truffa dei diamanti cosiddetti da investimento. Il riferimento è ai sequestri preventivo per oltre 700 milioni di euro a carico delle persone giuridiche ritenute responsabili della presunta maxitruffa sulla vendita di diamanti e degli istituti di credito che ne avevano favorito l'operatività. 
    «Anche noi gioiellieri friulani avevamo fatto a suo tempo denuncia – ricorda Antonutti – nel contesto di una Federpreziosi da sempre attenta alla problematica, come ha evidenziato in particolare il convegno "Trasparente come un diamante”. In quella sede il presidente Giuseppe Aquilino disse a chiare lettere che “quello dei diamanti è un business” e aveva pure aggiunto che “l’idea che più spesso passa attraverso i canali dell'informazione è che un funzionario di banca o di una società intermediatrice sia più attendibile di un gioielliere, anche se è quello di fiducia”. Alla luce dei fatti, conclude Antonutti, «è auspicabile che gli avvenimenti che hanno portato al sequestro di un ingente quantitativo di beni e i reati ipotizzati di truffa aggravata e autoriciclaggio portino a fare definitiva chiarezza nell'interesse di clienti e operatori».


     

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  • Tax Credit Riqualificazione Credito d’imposta per ristrutturazione alberghi e strutture ricettive

    Premesso che dal 1° gennaio 2019 le funzioni in materia di Turismo sono state trasferite Al Ministero delle politiche agricole e alimentari, forestali e del turismo - MIPAAFT

    Il Decreto n. 598/2017, tra le varie cose, ha individuato le strutture ricettive beneficiarie, gli interventi ammissibili al beneficio, le soglie massime di spesa agevolabile, i criteri di verifica/accertamento dell’effettività delle spese sostenute, la procedura per l’ammissione delle spese e per il relativo riconoscimento/utilizzo, la procedura di recupero in caso di utilizzo illegittimo del credito d’imposta oltre alle modalità per garantire il rispetto del limite massimo di spesa.

    La COMPILAZIONE DELL’ISTANZA si potrà effettuare esclusivamente sul Portale dei procedimenti del Ministero dalle ore 10.00 del 21 febbraio 2019 alle ore 16.00 del 21 marzo 2019. A breve l’azienda interessata potrà procedere a compilare l’istanza con la relativa attestazione di effettività delle spese sostenute


    INVIO DOMANDE - CLICK DAY dalle ore 10.00 del 3 aprile 2019 alle ore 16.00 del 4 aprile 2019
    Si ricorda che il riconoscimento del credito d’imposta avviene secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande e nei limiti dell’importo complessivo messo a disposizione dallo stato.


    Sono ammesse a credito d’imposta le strutture ricettive: alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi, nonché quelle individuate come tali dalle specifiche normative regionali.


    Gli interventi ammessi a beneficio sono:



    • manutenzione straordinaria, restauro / risanamento conservativo / ristrutturazione edilizia (art. 3, comma 1, lett b) - c) e d) DPR n. 380/2001)

    • l’eliminazione delle barriere architettoniche (ex L. 13/89 e DM 236/89)

    • l’incremento dell’efficienza energetica

    • l’adozione di misure antisismiche


     


    Sono ammesse anche le spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo, a condizione che il beneficiario non ceda a terzi, né destini a finalità estranee all’attività i beni oggetto degli investimenti prima dell’8° periodo d’imposta successiva.


     


    Il totale delle spese ammissibili è limitato alla somma di € 307.692,30


     


    Il credito d’imposta viene riconosciuto nella misura del 65% delle spese sostenute fino ad un massimo di € 200.000 in quanto l’agevolazione è concessa in regime “de minimis” Reg. UE n. 1407/2013


  • Sportello Franchising Confcommercio Udine
  • Sportello Tari


  • Accesso al credito Accesso al credito

    Informazioni e consulenze sulle più importanti opportunità per l’accesso al credito

    domande di accesso | piani finanziari

  • Formazione / Sicurezza Formazione / Sicurezza

    Formazione professionale: corsi formativi per imprese, dipendenti e collaboratori

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Come aprire un'attività
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News
  • Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione

    E' stato pubblicato in G.U. il D.M. 25 Gennaio 2019 recante "Modifiche ed integrazioni all'allegato del decreto 16/5/1987  n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione".

    Sostanzialmente sono tre gli obiettivi del legislatore per garantire la sicurezza antincendio agli edifici di civile abitazione (di fatto i condomini) :

    a) limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno di un edificio, a causa di fiamme o fumi caldi che fuoriescono da vani ecc. con conseguente coinvolgimento di altri compartimenti sia che essi si sviluppino in senso orizzontale che verticale, all’interno della costruzione e inizialmente non interessati dall’incendio;

    b) limitare la probabilità di incendio di una facciata e la successiva propagazione dello stesso a causa di un fuoco avente origine esterna 
    c) evitare o limitare, in caso di incendio, la caduta di parti di facciata (frammenti di vetri o di altre parti comunque disgregate o incendiate) che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli
    occupanti l’edificio e l’intervento delle squadre di soccorso.

    Con il prossimo 6 maggio 2019, entrerà quindi in vigore la normativa che introdurrà alcune novità riguardanti gli obblighi antincendio all’interno del condominio: la normativa in questione verrà applicata sia agli edifici di nuova costruzione che a quelli già esistenti, che dovranno quindi adeguarsi alle nuove regolamentazioni.

    Il Decreto introduce per la prima volta nei condomini la pianificazione dell’emergenza e commisura le misure di prevenzione e i livelli di prestazione antincendio in funzione dell’altezza degli edifici. Al riguardo le nuove disposizioni si applicano agli edifici di altezza antincendio pari o superiore a dodici metri.

    I condomini di altezza antincendio inferiore a 24 metri sono soggetti a minori obblighi. La complessità cresce all’aumentare dell’altezza antincendio (cioè l'altezza massima misurata dal livello inferiore dell'apertura più alta dell'ultimo piano abitabile e/o agibile, escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno più basso).

    Ora la norma individua quattro livelli di prestazione:

    – L.P. 0 per gli edifici di altezza antincendi da 12 metri a 24 metri;

    – L.P. 1 per gli edifici di altezza antincendi da 24 metri a 54 metri;

    – L.P. 2 per gli edifici di altezza antincendi da oltre 54 metri fino
    a 80 metri;

    – L.P. 3 per gli edifici di altezza antincendi oltre 80 metri.

    Per ogni gruppo sono individuati compiti e funzioni del responsabile dell'attività antincendio e degli occupanti.

    In estrema sintesi al crescere dell'altezza antincendi, il decreto introduce via via misure preventive ed attività di pianificazione dell'emergenza.

    Negli edifici di civile abitazione superiori a 24 metri di altezza di nuova realizzazione, o sottoposti a modifiche sostanziali delle facciate, dovranno avere specifici requisiti antincendio con
    riferimento alle facciate stesse.

    Le indicazioni sui requisiti non si applicano per gli edifici di civile abitazione per i quali alla data di entrata in vigore del presente decreto siano stati pianificati, o siano in corso, lavori di
    realizzazione o di rifacimento delle facciate sulla base di un progetto approvato dal competente Comando VV.FF, oppure che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, siano già in possesso degli atti abilitativi rilasciati dalle competenti Autorità.
    Le nuove regole entreranno in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, quindi il 6 Maggio 2019  e dovranno essere da subito applicate nei nuovi edifici.
    Gli edifici esistenti dovranno adeguare entro un anno (6 maggio 2020) le misure gestionali, mentre vengono concessi due anni (6 Maggio 2021) per l'adeguamento all'obbligo di installazione di impianti di segnalazione manuale di allarme incendio e dei sistemi di allarme
    vocale per scopi di emergenza.

  • Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la P.A.

    E' entrata in vigore nei giorni scorsi la legge 11 febbraio 2019 n. 12 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante "Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione"(il
    cd Decreto Semplificazione).

    DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMMERCIO

    E' abolito il registro di carico e scarico del burro e del registro delle sostanze zuccherine per i grossisti, e del registro degli sfarinati (art. 3, commi  1-bis, 1-ter, 1-quater, 1-novies e 1-decies).
    Il comma 1-quater dell’art. 3 elimina  l'obbligo per i grossisti di tenere il registro di carico e scarico delle sostanze zuccherine di cui al comma 1 dell'art. 60 del testo unico sul vino (legge n. 238 del 2016). Inoltre, la disposizione sopprime il comma 2 dello stesso articolo, eliminando l'obbligo del registro di carico e scarico per tutti gli utilizzatori.
    Inoltre, il comma 1-novies dell'articolo 3 elimina gli obblighi di comunicazione al MIPAAFT previsti per i produttori di sfarinati e paste alimentari destinati ad essere spediti in Paesi facenti parte dell'Unione europea o verso altri Paesi, ai sensi del comma 1 dell'art. 12 del D.P.R. n. 187 del 2001.
    Infine, poiché i commi 3 e 5 del predetto articolo 12 sono abrogati, vengono eliminate le disposizioni relative all'obbligo di tenuta del registro di carico e scarico degli sfarinati e delle paste alimentari, di cui al comma 3 dell'articolo 12 del D.P.R. n. 187 del 2001.
    Conseguentemente, vengono anche abrogate le disposizioni relative alla dematerializzazione del suddetto registro.

    Disposizioni in materia di etichettatura (art. 3-bis)


    L'articolo 3-bis  apporta alcune modifiche all'articolo 4 della legge n. 4  del 2011 sull'etichettatura dei prodotti alimentari.  La disposizione ha, infatti, abrogato i commi 1, 2, 4 e 4-bis, sostituito
    i commi 3 e 10 e, infine, modificato i commi 6 e 12 della suddetta legge. L'articolo demanda ad un decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft)
    l'individuazione dei casi in cui l'indicazione del luogo di provenienza è obbligatoria e le categorie specifiche di alimenti cui si applicano le nuove disposizioni (commi 3 e 3-bis). La nuova
    disposizione introduce nell'art. 4 della legge sopra richiamata anche il comma 3-ter. Tale comma prevede che l'indicazione del luogo di provenienza è sempre obbligatoria, ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento UE n. 1169/2011, quando si verifichino le condizioni per l'applicazione ai sensi dell'art. 1 del Regolamento UE n. 775/2018.  Pertanto, tale indicazione è obbligatoria nel caso in cui la sua omissione possa indurre in errore il consumatore in merito alla provenienza reale dell'alimento o nel caso in cui le informazioni che accompagnano l'alimento (attraverso qualunque mezzo: diciture, illustrazioni, simboli, etc.) o contenute
    nell'etichetta potrebbero indurre il consumatore a pensare che l'alimento abbia un differente Paese d'origine o luogo di provenienza.
    Da ultimo, la disposizione prevede che le prescrizioni di cui all'articolo 7 del Regolamento UE n. 1169/2011, in materia di pratiche leali di informazione, si intendono violate nel caso in cui si
    accertino difformità tra il Paese di origine o il luogo di provenienza reale dell'alimento e quello evocato dall'apposizione di informazioni che evocano la provenienza del prodotto (articolo 1 del Regolamento UE n. 775/2018). La norma precisa che tale violazione sussiste anche quando è indicato il paese di origine o il luogo di provenienza diverso da quello dell'ingrediente primario (articolo 26, paragrafo 3, del Regolamento UE n. 1169/2011).
    La nuova disposizione prevede che per le violazioni relative all'obbligo di indicazione dell'origine del prodotto e della provenienza si applicano le sanzioni di cui al decreto legislativo n. 231 del 2017.
    In tal modo, l'importo delle sanzioni previste dall'art. 4 comma 10 della legge n. 4 del 2011, così come modificato, viene raddoppiato sia nell'importo minimo che in quello massimo.
    Le nuove disposizioni in materia di etichettatura entreranno in vigore dopo tre mesi dalla data di notifica del decreto del Mipaaft alla Commissione europea.
    Si segnala, a riguardo, il rischio di possibili incertezze interpretative dovute alla inesistenza nella normativa europea di una definizione di luogo di provenienza nonché all'intervento del decreto
    ministeriale in una materia armonizzata.

    Controllo della pubblicità e commercio dell'olio di oliva e dell'olio di semi (art. 3-quater, comma 1)

    L'articolo 3-quater, al comma 1, modificando la legge 27 gennaio 1968, n. 35 concernente "Norme per il controllo della pubblicità e del commercio dell'olio di oliva e dell'olio di semi", elimina le disposizioni relative ai parametri di riferimento per la decolorazione dell'olio di semi.



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