Confcommercio sull’aumento Tari: «Inaccettabile persecuzione delle attività produttive»

 

«Sulla Tari il sindaco Honsell si smentisce clamorosamente. Bene sarebbe che, almeno, lo ammettesse». Giuseppe Pavan, presidente mandamentale di Confcommercio Udine, commenta con preoccupazione le simulazioni degli uffici dell’associazione sulle aliquote applicate dal Comune di Udine in materia di tassa sui rifiuti urbani. «Abbiamo avuto modo di verificare le tariffe Tari 2014 – rende noto Pavan –: per la categoria dei ristoranti si passa da 13,280 a 16,855, per i bar da 9,210 a 11,005, per le attività di frutta e verdura da 12,880 a 19,758, con aumenti in percentuale del 27% per i ristoranti, del 20% per i bar e del 53% per i frutta e verdura».

 

Aumenti, spiega Confcommercio, dovuti anche al fatto che, a causa della riduzione delle risorse disponibili, il Comune non ha applicato le agevolazioni che nel 2013 avevano calmierato l’incremento attraverso un contributo comunale. Di conseguenza alle categorie sopracitate sarà applicata la tariffa integrale.
La questione riguarda però tutto il territorio provinciale. E diventa una questione di categoria. «Secondo quanto appurato dai nostri funzionari – rileva il presidente provinciale dei pubblici esercizi Luigino De Colle –, le fatture arriveranno con scadenza a luglio e interesseranno un periodo di sei mesi e non di otto come era stato fatto l’anno scorso». Ciò che emerge, prosegue, «è che, rispetto agli annunci di varie amministrazioni comunali, le imprese sono penalizzate oltre ogni misura. Gli aumenti, parlano i numeri, sono evidenti per diverse tipologie di commercianti e gestori di pubblici esercizi» Balzelli inaccettabili in tempi di perdurante crisi economica. «E un atteggiamento che consideriamo inaccettabile per un Comune – conclude Pavan in riferimento a Udine – che, di fronte alle proteste degli operatori economici, scarica sempre le responsabilità su chi, ostinatamente, cerca di agire da valore aggiunto per la città».

 

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