Sede

News

Informazioni e notizie per essere sempre aggiornati

  • GLI ARROTONDAMENTI DEI PAGAMENTI IN CONTANTI: SOSPENSIONE DEL CONIO DELLE MONETE DA 1 E 2 CENTESIMI

    Data pubblicazione: 05/02/2018


    Ricordiamo che per effetto delle disposizioni contenute nella Legge 96/2017 (di conversione del DL 50/2017) da gennaio 2018 è sospeso il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, anche se le stesse continueranno a poter essere utilizzate  (i centesimi in circolazione conservano il loro valore legale e dunque potranno essere usati per pagare ovviamente le cifre arrotondate per eccesso e per difetto ai 5 centesimi). Tutti i pagamenti in contanti devono essere arrotondati per l’importo complessivo da pagare (e non per i singoli prodotti e/o servizi) per eccesso o per difetto ai cinque centesimi superiori o inferiori :                        1 e 2 centesimi = arrotondamento a “zero”, per difetto                        3 e 4 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per eccesso                        6 e 7 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per difetto                        8 e 9 centesimi = arrotondamento a 10 centesimi, per eccesso   Esempi: *  importo complessivo da pagare 36,14 euro, il conto viene arrotondato per eccesso a    36,15 euro *  importo complessivo da pagare 36,12 euro, il conto viene arrotondato per difetto a 36,10   Se il pagamento avviene con altri strumenti, per esempio con carta di credito/debito l’importo non si arrotonda.   Se il commerciante o  l’esercente  è già a conoscenza del metodo di pagamento utilizzato dal cliente può evidenziare nello scontrino l’arrotondamento, in caso contrario verrà annotato nella contabilità come arrotondamento attivo o passivo.   Si ricorda inoltre che la Legge di Bilancio  2018 ha stabilito il divieto di effettuare pagamenti in contanti ai dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto in essere, quindi anche per i dipendenti a chiamata. I pagamenti possono essere effettuati solamente a mezzo banca, posta. Le sanzioni vanno da 1.000,00 a 5.000,00 euro.  Questa disposizione entra in vigore il 1°/7/2018.    

    continua


  • Accendi il Natale, adotta una vetrina", esperimento riuscito

    Data pubblicazione: 18/01/2018


    Il ringraziamento della proprietà, Ivano Fanzutto, ai protagonisti di un’iniziativa che ha riscosso l’attenzione di altri commercianti, pure di fuori regione. Con una breve cerimonia si è chiuso il progetto “Accendi il Natale, adotta una vetrina”, che ha visto addobbato con temi natalizi l’immobile tra via Savorgnana e via dei Calzolai a Udine, già sede del Friuli Future Forum. «È stato un esperimento riuscito – spiega Fabio Passon, il presidente del gruppo Giovani di Confcommercio che ha curato l’operazione con il patrocinio del Comune –. Contiamo di avere diffuso un messaggio importante per avviare iniziative simili di grande impatto per il centro storico. Oltre ai contatti con operatori locali, hanno chiesto informazione pure alcuni imprenditori di Taranto per capire come replicare l’iniziativa nella città pugliese». A festeggiare l’operazione tutti gli sponsor: CrediFriuli, Fimaa Federazione degli Agenti immobiliari di Confcommercio, GraficStyle, Dair Architetti Associati e appunto la proprietà Fanzutto. Per eventuali info sul progetto scrivere a sindacale@ascom.ud.it

    continua


  • BORSE DI PLASTICA : ECCO LA CIRCOLARE INTEPRETATIVA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

    Data pubblicazione: 05/01/2018


    Con la presente, si forniscono alcuni chiarimenti in risposta ai numerosi quesiti pervenuti in merito all’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica. Come è noto, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva in questione, la disciplina in parola è stata adottata mediante l’approvazione di un emendamento governativo presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge richiamato. Il testo dell’emendamento riproduceva alla lettera il contenuto normativo di uno schema di decreto legislativo adottato dal Governo nel novembre 2016 in attuazione della delega contenuta nell’art. 4 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Sullo schema di decreto legislativo le Commissioni parlamentari competenti si erano espresse favorevolmente senza condizioni, ma la delega era però venuta a scadere prima che fosse possibile l’approvazione definitiva del decreto. La direttiva 2015/720/UE definisce (art. 1, comma 1) “borse di plastica in materiale leggero” le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron. Per tale tipologia di borse gli obiettivi europei di riduzione del consumo sono vincolanti. Detti obiettivi possono essere raggiunti attraverso divieti alla commercializzazione o altre misure restrittive quali, ad esempio, imposte al consumo. Inoltre, tra le misure obbligatorie, gli Stati membri, se non intendono fissare obiettivi annuali di riduzione del consumo pro-capite, sono tenuti a far pagare le buste di plastica leggere commercializzabili, introducendo il c.d. “pricing” e cioè il divieto di fornitura delle medesime buste di plastica a titolo gratuito. La direttiva consente infine la possibilità agli Stati membri di estendere il campo di applicazione delle suddette misure di riduzione dell’utilizzo per altre tipologie di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore, in particolare per quanto riguarda le borse di plastica in materiale ultraleggero, che sono quelle con uno spessore inferiore a 15 micron richieste a fini d’igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi. Tale possibilità è prevista dall’articolo 4, paragrafo 1-ter, della “direttiva imballaggi”, così come modificata dalla direttiva 2015/720/UE. Come detto, il recepimento della direttiva nell’ordinamento interno è stato effettuato con il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, in stretta conformità con gli specifici principi e criteri di delega legislativa già stabiliti dal Parlamento nazionale nell’articolo 4, comma 2, della legge n. 170 del 2016. In particolare, vanno menzionati i principi e criteri di delega relativi: al mantenimento dei divieti di commercializzazione, tipologie delle borse di plastica commercializzabili e spessori già stabiliti dalla legislazione nazionale dal 2012 (in attuazione dei commi 1129, 1130 e 1131 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28);alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile;al divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio.  Sulla base di questi principi e criteri di delega e in attuazione delle definizioni e disposizioni della direttiva 2015/720/UE, il Legislatore nazionale ha previsto un doppio regime: una disciplina che mantiene un divieto di commercializzazione delle borse in materiale leggero o di maggiore spessore e introduce formalmente il c.d. “pricing” già ampiamente praticato dagli operatori del settore su base volontaria dal 2012; un insieme di norme che introduce gradualmente, a partire dal 1° gennaio 2018, restrizioni alla commercializzazione delle buste di plastica ultraleggere che si concretizzano attraverso il divieto delle buste ultraleggere non ecologiche e prevede, anche per detta tipologia di buste, il c.d. “pricing”.   BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI Tutto ciò premesso e alla luce della disposizione applicabile dal 1° gennaio 2018, si ritiene utile riassumere la disciplina dell’utilizzo delle borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218, comma 1, lett. dd-ter, D.Lgs. n. 152/2006): 1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità; 4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.   OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO Sull’argomento, si evidenzia che l’art. 226 bis, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. Parimenti, l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”. L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018.   UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI Un ulteriore chiarimento è relativo, anche al fine del coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti come previste dal comma 3 dell’art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall’esterno del negozio. Per quanto riguarda l’utilizzo di borse portate dall’esterno degli esercizi commerciali in sostituzione delle borse ultraleggere fornite esclusivamente a pagamento ai consumatori a partire dal 1° gennaio 2018, si fa presente, innanzitutto, che la nuova disciplina introdotta dall’art. 9-bis del decreto-legge n. 91/2017, come convertito in legge, si applica esclusivamente alle borse di plastica come definite dal nuovo art. 218, comma 1, lett. dd-ter), ai sensi del quale le borse di plastica sono “borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti”; si ricorda, inoltre, che il comma 3 dell’art. 226-ter del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce testualmente che “nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti(UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare”. Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l’utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, si ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari richiamate nel citato comma 3 dell’art. 226-ter spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero, allo stato, è orientato a consentire l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l’igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell’esercizio e degli alimenti venduti alla clientela. IL DIRETTORE GENERALE (dott. Mariano Grillo)  

    continua


  • ETICHETTATURA SU PRODOTTI TESSILI E CALZATURE Dal 4 gennaio 2018 in vigore le nuove disposizioni

    Data pubblicazione: 28/12/2017


    Dopo anni di battaglie sindacali condotte da FEDERMODA comunichiamo a tutti i Soci del settore moda che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 dicembre 2017 il Decreto Legislativo recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE concernente l'etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore ed al Regolamento (UE) n. 1007/2011 relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all’etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. Federmoda – come sottolinea il Presidente di Federmoda FVG Mario Ulian – accoglie con soddisfazione il superamento delle gravose responsabilità e pesanti sanzioni (fino a 3098 euro) finora attribuite sostanzialmente ai soli commercianti a causa di etichette non corrette (salvo ricorrere ad un ipotetico diritto di rivalsa nei confronti del fornitore, spesso non esercitato a causa di condizioni contrattuali quasi vessatorie). Le nuove disposizioni attribuiscono ora una responsabilità diretta (e le conseguenti pesanti sanzioni) a chi effettivamente etichetta i prodotti (calzature e tessili) e cioè a fabbricante, importatore e al distributore e introduce per gli stessi un termine perentorio di 60 giorni per la regolarizzazione pena il ritiro del prodotto dal mercato. Il Decreto è una risposta al grande lavoro prodotto in questi anni da FederModa/Confcommercio per assicurare chiarezza e trasparenza nelle indicazioni obbligatorie riportate in etichetta e per l’applicazione di sanzioni proporzionate alla responsabilità dei diversi soggetti lungo tutta la filiera. Era inammissibile, oltre che inaccettabile, che un operatore commerciale, in quanto obbligato principale, tra l'altro molto spesso vessato da clausole che gli negano ogni diritto di rivalsa nei confronti dei fornitori, dovesse ancora rispondere di omissioni o negligenze di operatori terzi (produttori/importatori). Un’anomalia che finalmente è stata corretta.

    continua


  • SALDI INVERNALI

    Data pubblicazione: 28/12/2017


    Come già riportato dalla stampa anche nel Friuli Venezia Giulia - come nella maggior parte delle Regioni - l’avvio dei saldi invernali è stato fissato da VENERDI’ 5 GENNAIO 2018 (e fino al 31 marzo). Ricordiamo che non è più dovuta alcuna comunicazione obbligatoria al Comune e non è più previsto il limite delle 9 settimane di durata massima. La presentazione al pubblico della vendita di fine stagione - riguardante i prodotti di moda di carattere stagionale che non vengono venduti entro un certo periodo di tempo - deve esplicitamente contenere l’indicazione della natura di detta vendita e la relativa durata. Nel caso l’impresa intenda sfruttare l’intero periodo individuato si dovrà prevedere una pur minima interruzione (anche di 1 solo giorno). È obbligatorio esporre il prezzo praticato ordinariamente e lo sconto o ribasso espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che si intende praticare nel corso della vendita di fine stagione ed il prezzo finale.  La pubblicità deve essere presentata graficamente in modo non ingannevole per il consumatore e contenere un’informazione veritiera per quanto attiene sia la composizione merceologica, sia la qualità delle merci vendute, nonché gli sconti o ribassi praticati. Le merci in offerta devono essere presentate in maniera distinta e separata da quelle eventualmente poste in vendita alle condizioni ordinarie. Ove una tale separazione non sia possibile la vendita ordinaria deve essere sospesa. Nel caso che per una stessa tipologia merceologica vengano praticati al consumatore prezzi di vendita diversi a seconda della varietà degli articoli che rientrano in tale tipologia, è fatto obbligo di indicare nel materiale pubblicitario ed espositivo tutti i prezzi con lo stesso rilievo tipografico e visivo.  Nel caso venga indicato un solo prezzo, è fatto obbligo di vendere a quel prezzo tutti gli articoli che rientrano nella tipologia reclamizzata. È fatto obbligo di esporre un cartello indicante la dicitura “vetrina in allestimento” per il tempo necessario a sostituire i prezzi praticati ordinariamente con i prezzi dei prodotti in vendita alle condizioni di sconto o ribasso.  L’esaurimento delle scorte di talune merci durante il periodo di vendita deve essere portato a conoscenza del consumatore con avvisi ben visibili dall’esterno del locale di vendita; gli organi di vigilanza hanno facoltà di controllo sull’effettivo esaurimento delle scorte.

    continua


  • Il gruppo Giovani di Confcommercio “adotta” una vetrina

    Data pubblicazione: 20/12/2017


    Un’iniziativa sperimentale. Ma con l’obiettivo di farla diventare strutturale. In modo da aumentare l’appeal dei negozi sfitti. Il gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio, con il patrocinio del Comune di Udine e il sostegno di Credifriuli, Fimaa, la Federazione degli Agenti immobiliari di Confcommercio, GraficStyle, Dair Architetti Associati e la proprietà dell'immobile che per prima ha creduto nell’iniziativa, ha addobbato con temi natalizi l’ampia vetrina tra via Savorgnana e via dei Calzolai a Udine. «L’intenzione è di valorizzare un’area che altrimenti rischierebbe di creare discontinuità nello spazio urbano, con luoghi bui e a volte soggetti a degrado, ed evidenti danni “commerciali” alle attività contermini», sottolinea il presidente del gruppo Fabio Passon. L’iniziativa ha un nome, “Adotta una vetrina”, «e vuole appunto rendere accattivanti spazi che altrimenti resterebbero vuoti e dimenticati. Il progetto è il primo esempio di una serie di spazi commerciali che si possono promuovere nel tessuto urbano. Questo è l’anno zero, ma puntiamo nel 2018 a diffondere il messaggio di centri storici più vivi anche grazie a queste azioni di tutela delle continuità commerciali».  

    continua


  • differito il termine per la presentazione delle domande del c.d. “voucher digitalizzazione”

    Data pubblicazione: 12/02/2018


    Il MISE ha differito il termine per la presentazione delle domande delc.d. “voucher digitalizzazione”  alle ore 17.00 del 12 FEBBRAIO 2018 .Con  il c.d. “voucher digitalizzazione”, le PMI possono beneficiare diuna specifica agevolazione pari al 50% del totale delle spese (in ognicaso non superiore a € 10.000) sostenute per l’acquisto di software,hardware o servizi, il collegamento alla rete Internet tramitetecnologia satellitare e la formazione qualificata del personale.Alle imprese interessate è richiesta la presentazione di un appositomodello, esclusivamente tramite la procedura informatica disponibilesul sito Internet del MISE.

    continua


  • Tariffe SCF-SILB 2018 diritti connessi su intrattenimenti in discoteche sale da ballo e night club

    Data pubblicazione: 12/02/2018


    SCF ha comunicato le tariffe in vigore dal 1° gennaio 2018 suintrattenimenti in discoteche e sale da ballo e per i night club. Aisensi dell’accordo concluso con SILB, le tariffe dell’anno precedentehanno subito un incremento dell’1,1% per effetto dell’applicazionedell’incremento ISTAT ivi previsto.Si ricorda che il nuovo accordo entrato in vigore dal 1° gennaio 2017garantisce agli associati SILB-Confcommercio  uno sconto del 30% sullistino dei compensi.L’accordo prevede inoltre la facoltà per gli esercenti di acquistareconvenienti carnet per 5, 15, 30, 50, 100 o 150 intrattenimenti conmusica registrata, da consumare entro l’anno solare.Gli abbonamenti andranno richiesti e pagati presso le sediterritoriali SIAE entro il giorno 5 di ciascun mese successivoall’attivazione del carnet.Per ulteriori info i soci possono rivolgersi ai ns. uffici.

    continua


  • Questionario sulla presenza di giovani imprenditori in Azienda

    Data pubblicazione: 31/01/2018


    Gentile Associato/a,rappresentiamo il Gruppo Giovani Imprenditori all’interno di Confcommercio Udine e svolgiamo numerose iniziative dedicate ai giovani e al mondo del lavoro. Invitiamo le aziende iscritte a Confcommercio a rispondere al questionario allegato al Link in calce. Vorremmo capire se Lei è un “Giovane Imprenditore” (under 40 anni) e se può essere interessato alle nostre attività, rispondendo al nostro (breve) questionario che chiediamo gentilmente di compilare. Grazie per il tempo che ci dedicherà. Cordialmente.Il Gruppo Giovani Imprenditori Link QuestionarioInfo: Luciano Vanone Confcommercio UdineArea Sindacaletel. 0432 538755fax 0432 532122luciano.vanone@ascom.ud.it

    continua


  • Credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive - ClickDay: termini, tempistiche

    Data pubblicazione: 22/01/2018 | Categorie: Accesso al credito


    Il Mibact ha comunicato termini, tempi e modalità per la presentazione delle istanze per l’accesso al credito d’imposta per la riqualificazione  delle strutture ricettive.    L’istanza va presentata esclusivamente online insieme all’attestazione di effettività delle spese sostenute, attraverso il Portale dei Procedimenti  La registrazione il legale rappresentante dell’impresa non ancora iscritto  deve registrarsi sul Portale dei Procedimenti;La compilazione  deve essere effettuata esclusivamente  dalle 10.00 del 25 gennaio 2018 - alle 16.00 del 19 febbraio 2018; Click day: le domande si possono inviare esclusivamente  dalle 10.00 del 26 febbraio 2018 - alle 16.00 del 27 febbraio 2018. Per problemi attinenti al procedimento è attiva la mail: taxcreditriqualificazione@beniculturali.itPer problemi riguardanti aspetti tecnici o informatici è attiva la mail:procedimenti@beniculturali.it

    continua



Pagina precedente 123456