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Informazioni e notizie per essere sempre aggiornati

  • Giochi da tavolo al posto delle slot! Al via la campagna riservata agli esercenti

    Data pubblicazione: 25/05/2018


    Il Comune di Udine, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, promuove il progetto "The Smart Play – La mossa giusta". Le finalità sono: la riduzione dell'offerta di gioco d'azzardo, attraverso la diminuzione della presenza di apparecchi per il gioco lecito e la diminuzione dei luoghi che offrono la possibilità di giocare; la promozione di una cultura del gioco positiva, attraverso l'incremento dell’offerta di giochi intelligenti e di luoghi che ne dispongono. Tra le varie attività contemplate dal progetto, è prevista un'azione rivolta agli esercenti di locali (nello specifico: bar, ristoranti e alberghi o esercizi assimilabili), consistente nella fornitura di un kit composto da 22 giochi da tavolo (del valore commerciale di circa € 500,00) da mettere a disposizione della clientela. I destinatari della fornitura del kit di giochi sono, in ordine di priorità:  esercenti di locali pubblici e privati con sede nel Comune di Udine che hanno dismesso (nel 2017) o che intendono dismettere (entro il 30/09/2018) le macchinette per il gioco lecito e che si impegnano a non installarle in futuro per la durata di almeno tre anni (2018-20); esercenti di locali pubblici e privati con sede nel Comune di Udine che non hanno installato macchinette per il gioco lecito e che si impegnano a non installarlein futuro per la durata di almeno 5 anni (2018-22). Saranno prese in considerazione, secondo l'ordine di arrivo, le richieste di esercenti che hanno dismesso le macchinette - di cui al precedente punto 1 - fino ad un massimo di 10 unità e le richieste presentate dagli esercenti che non detengono macchinette - di cui al precedente punto 2 - fino ad un massimo di 15 unità. Nel link a seguire i moduli da scaricare e l'avviso pubblico :  http://www.comune.udine.gov.it/home/notizie/1762-smart-play

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  • Mutui & Preliminare: seminario F.I.M.A.A. giovedì 31 maggio ore 17.00 - sala Riunioni Confcommercio

    Data pubblicazione: 22/05/2018


    Mutui: perché scegliere una società di mediazione creditizia? - dott.ssa Francesca Cressatti   - Da 16 anni Nexus, società di Mediazione del Credito indipendente, intermedia credito alle famiglie sul territorio nazionale proponendo i migliori prodotti disponibili sul mercato tutelando in ogni circostanza l'interesse della clientela e delle banche partner. La circolazione del contratto preliminare  - Notaio Andrea Maistrello    - Proposta di acquisto irrevocabile e preliminare di preliminare.  - Conclusione del contratto e conclusione dell’affare: l’insorgenza del diritto del mediatore alla  provvigione.  - La nullità del preliminare di immobile abusivo.  - I riflessi in materia urbanistico-edilizia: i cd. abusi “minori” e “primari”, tra manutenzione straordinaria, ristrutturazione edilizia, variazione essenziale e totale difformi.  - Gli obblighi di indagine, verifica e informazione richiesti al mediatore.  - Efficacia, invalidità e rescissione del preliminare: riflessi sul diritto del mediatore alla provvigione.  Adesioni entro venerdì 25 maggio inviando una mail a sindacale@ascom.ud.it 

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  • DAL 9 MAGGIO IN VIGORE IL D.LGS. 231/2017. SANZIONI PER MANCATA INDICAZIONE ALLERGENI E NON SOLO.

    Data pubblicazione: 09/05/2018


    Per ulteriori info contattaci !!! Inviaci una mail a formazione@ascom.ud.it oppure a sindacale@ascom.ud.it o telefonaci allo 0432.538700.

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  • Illegalità in Fvg: danneggiate due imprese su tre. Indagine Confcommercio-Format Research.

    Data pubblicazione: 08/05/2018


    Circa il 20% dei consumatori del Friuli Venezia Giulia dichiara di avere acquistato almeno una volta nel corso del 2017 prodotti illegali (contraffatti) o di avere utilizzato un qualche genere di servizio offerto da un soggetto che non era autorizzato ad erogarlo. Tra i consumatori di Lignano Sabbiadoro, la quota supera il 23%. La ricerca Il dato emerge da un’indagine realizzata da Format Research per Confcommercio, illustrata dal direttore scientifico della società di ricerca Pierluigi Ascani, presenti, in Comune a Lignano, il vicepresidente dell’associazione Alessandro Tollon, il direttore Guido Fantini, il presidente mandamentale di Lignano Enrico Guerin, il sindaco Luca Fanotto e l’assessore comunale Massimo Brini. Tutti concordi sull’opportunità di un’azione di rete per contenere l’illegalità. Il sindaco ha pure informato dell’entrata in azione di sei agenti stagionali della polizia municipale contro l’abusivismo. Profilo e prodotti Il profilo del consumatore che acquista “illegalmente” coincide spesso con quello di una donna, con un’età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Gli acquisti contraffatti si concentrano molto spesso su prodotti di abbigliamento, scarpe/calzature, prodotti di pelletteria quali borse, cinture, portafogli, orologi, gioielli, occhiali, prodotti alimentari e bevande, audiovisivi, musica, videogiochi. Il fenomeno è più marcato tra le donne con riferimento all’acquisto di articoli di abbigliamento, calzature, pelletterie (che restano al primo posto tra gli acquisti tramite i punti vendita tradizionali, ovvero il negozio fisico), mentre è più evidente tra gli uomini con riferimento a orologi, prodotti alimentari, audiovisivi. Le motivazioni Alla base degli acquisti di prodotti contraffatti c’è la convinzione da parte dei consumatori del Fvg di poter concludere un buon affare (si riesce a risparmiare). È così nel 74% dei casi tra i consumatori della regione, con punte del 78% nel comune di Lignano. Appaiata la quota di coloro che ripiegano sugli acquisti illegali perché, di fatto, non possono permettersi di convergere su prodotti “legali”: 72% in Fvg, 70% nella sola Lignano. L’informazione Tuttavia, è elevata la percentuale di coloro che si dichiarano informati sui rischi delle sanzioni amministrative che si corrono quando si acquista contraffatto: di fatto, il 73% dei consumatori in regione (76% a Lignano) è consapevole che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi, in primis per la salute e la sicurezza personale. Le imprese Il fenomeno si riversa anche sulle imprese del terziario della regione. Il 61% di queste (67% a Lignano) ritiene di essere stato danneggiato dall’azione dell’illegalità almeno una volta. Il 73% delle imprese in regione (75% a Lignano) ritiene che il fenomeno dell’illegalità, al di là dell’andamento dell’economia, sia in progressiva crescita e in questo caso sono le strutture ricettive a mostrare un malcontento superiore alla media, spesso dovuto alle nuove forme di illegalità che si sviluppano sul web. Con riferimento al territorio sul quale insiste la propria impresa, il 42% degli operatori in regione (44% a Lignano) ritiene in aumento il fenomeno dell’illegalità negli ultimi 12 mesi. La sicurezza La presenza del fenomeno si materializza con la crescente concorrenza sleale, seguita da una riduzione dei ricavi e dal peso della spesa dell’acquisto di servizi di sorveglianza. In questo senso, le imprese tendono a proteggersi poiché sfiduciate verso le attuali norme in fatto di sicurezza: il 72% degli operatori in regione (78% a Lignano) ritiene infatti inefficaci le leggi che contrastano fenomeni di illegalità.

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  • Privacy: dal 25/5 in vigore il Regolamento europeo. Previste sanzioni. Scopri il nostro servizio !

    Data pubblicazione: 17/04/2018


    Informiamo che a partire dal 25 maggio 2018 entrerà in vigore il regolamento europeo n.679 del 2016 in materia di Data Protection che sarà così dirtettamente applicabile in ciascuno degli Stati Membri. Come è noto, nel nostro Paese la maggior parte delle disposizioni inerenti alla Privacy e al trattamento dei dati sono state raccolte dal legislatore in un testo unico denominato Codice della Privacy (decreto legislativo n. 196 del 2003). Tale Codice alla luce della nuova normativa europea conserverà pienamente vigore fino al 25 maggio di quest'anno.  A partire dalla medesima data saranno operative le sanzioni relative alla mancata attivazione delle prescrizioni previste dal Regolamento UE n. 2016/679. Con l’obiettivo di fare il punto sui requisiti e gli adempimenti previsti dal GDPR, nonché i loro risvolti pratici in azienda che ridisegnano in ottica organizzativa e sistemica il tema della Privacy, Confcommercio Udine e Servizi Imprese Udine srl offrono un servizio dedicato in convenzione con uno studio legale locale. Per qualsiasi ulteriore informazione è possibile consultare la convenzione presente sul sito inviare una mail a privacy@ascom.ud.it oppure contattare i nostri uffici al numero 0432.538740.

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  • Voucher Digitalizzazione PMI: elenco imprese ammissibili

    Data pubblicazione: 19/03/2018


    Si informa che in data 14 marzo sono stati pubblicati gli elenchi delle imprese ammissibili al Voucher digitalizzazione PMI. Ad oggi, considerato la numerosità delle domande presentate, l'indice di contributo è in media del 16% (quindi su un investimento di 10.000 euro, il contributo erogato tramite voucher è di 1.600 euro). Dopo un approfondimento con il MISE sul termine "ammontare richiesto dalle imprese", ci è stato chiarito definitivamente che il 16% si applica sull'importo di contributo richiesto dall'impresa e non sul totale investimento. Pertanto se l'impresa ha preventivato un investimento di € 20.000 e quindi ha richiesto al MISE un Voucher di € 10.000 (max il 50%), il voucher attualmente disponibile è in media di 1.600 euro. Per far fronte alle richieste, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) sta lavorando per trovare altri fondi aggiuntivi, permettendo quindi di elevare la percentuale media dell'aiuto. Parallelamente, il MISE dovrà verificare che le imprese ammesse rientrino nei parametri di PMI (come da dichiarazione sostitutiva presentata da ogni impresa in sede di domanda), essendo il voucher erogato alle sole PMI. Dopo tale verifica, il Ministero provvederà ad attribuire il contributo finale ad ogni impresa e ad iscrivere l'aiuto presso il Registro nazionale degli Aiuti di Stato. Sentito il MISE, ci è stato confermato che le imprese che sono state ammesse al contributo (come da elenco consultabile al seguente link (http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-digitalizzazione#elenco), possono iniziare ad attivare da subito gli investimenti previsti in fase di domanda. Pertanto, le fatture delle spese effettuate dalla data del 14 marzo 2018, saranno ritenute valide ai fini della rendicontazione del contributo del voucher che sarà assegnato con successivo provvedimento del MISE. Per qualsiasi chiarimento potete contattare i nostri uffici. 

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  • GLI ARROTONDAMENTI DEI PAGAMENTI IN CONTANTI: SOSPENSIONE DEL CONIO DELLE MONETE DA 1 E 2 CENTESIMI

    Data pubblicazione: 05/02/2018


    Ricordiamo che per effetto delle disposizioni contenute nella Legge 96/2017 (di conversione del DL 50/2017) da gennaio 2018 è sospeso il conio delle monetine da 1 e 2 centesimi, anche se le stesse continueranno a poter essere utilizzate  (i centesimi in circolazione conservano il loro valore legale e dunque potranno essere usati per pagare ovviamente le cifre arrotondate per eccesso e per difetto ai 5 centesimi). Tutti i pagamenti in contanti devono essere arrotondati per l’importo complessivo da pagare (e non per i singoli prodotti e/o servizi) per eccesso o per difetto ai cinque centesimi superiori o inferiori :                        1 e 2 centesimi = arrotondamento a “zero”, per difetto                        3 e 4 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per eccesso                        6 e 7 centesimi = arrotondamento a 5 centesimi, per difetto                        8 e 9 centesimi = arrotondamento a 10 centesimi, per eccesso   Esempi: *  importo complessivo da pagare 36,14 euro, il conto viene arrotondato per eccesso a    36,15 euro *  importo complessivo da pagare 36,12 euro, il conto viene arrotondato per difetto a 36,10   Se il pagamento avviene con altri strumenti, per esempio con carta di credito/debito l’importo non si arrotonda.   Se il commerciante o  l’esercente  è già a conoscenza del metodo di pagamento utilizzato dal cliente può evidenziare nello scontrino l’arrotondamento, in caso contrario verrà annotato nella contabilità come arrotondamento attivo o passivo.   Si ricorda inoltre che la Legge di Bilancio  2018 ha stabilito il divieto di effettuare pagamenti in contanti ai dipendenti, a prescindere dal tipo di contratto in essere, quindi anche per i dipendenti a chiamata. I pagamenti possono essere effettuati solamente a mezzo banca, posta. Le sanzioni vanno da 1.000,00 a 5.000,00 euro.  Questa disposizione entra in vigore il 1°/7/2018.    

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  • Accendi il Natale, adotta una vetrina", esperimento riuscito

    Data pubblicazione: 18/01/2018


    Il ringraziamento della proprietà, Ivano Fanzutto, ai protagonisti di un’iniziativa che ha riscosso l’attenzione di altri commercianti, pure di fuori regione. Con una breve cerimonia si è chiuso il progetto “Accendi il Natale, adotta una vetrina”, che ha visto addobbato con temi natalizi l’immobile tra via Savorgnana e via dei Calzolai a Udine, già sede del Friuli Future Forum. «È stato un esperimento riuscito – spiega Fabio Passon, il presidente del gruppo Giovani di Confcommercio che ha curato l’operazione con il patrocinio del Comune –. Contiamo di avere diffuso un messaggio importante per avviare iniziative simili di grande impatto per il centro storico. Oltre ai contatti con operatori locali, hanno chiesto informazione pure alcuni imprenditori di Taranto per capire come replicare l’iniziativa nella città pugliese». A festeggiare l’operazione tutti gli sponsor: CrediFriuli, Fimaa Federazione degli Agenti immobiliari di Confcommercio, GraficStyle, Dair Architetti Associati e appunto la proprietà Fanzutto. Per eventuali info sul progetto scrivere a sindacale@ascom.ud.it

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  • BORSE DI PLASTICA : ECCO LA CIRCOLARE INTEPRETATIVA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

    Data pubblicazione: 05/01/2018


    Con la presente, si forniscono alcuni chiarimenti in risposta ai numerosi quesiti pervenuti in merito all’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica. Come è noto, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva in questione, la disciplina in parola è stata adottata mediante l’approvazione di un emendamento governativo presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge richiamato. Il testo dell’emendamento riproduceva alla lettera il contenuto normativo di uno schema di decreto legislativo adottato dal Governo nel novembre 2016 in attuazione della delega contenuta nell’art. 4 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Sullo schema di decreto legislativo le Commissioni parlamentari competenti si erano espresse favorevolmente senza condizioni, ma la delega era però venuta a scadere prima che fosse possibile l’approvazione definitiva del decreto. La direttiva 2015/720/UE definisce (art. 1, comma 1) “borse di plastica in materiale leggero” le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron. Per tale tipologia di borse gli obiettivi europei di riduzione del consumo sono vincolanti. Detti obiettivi possono essere raggiunti attraverso divieti alla commercializzazione o altre misure restrittive quali, ad esempio, imposte al consumo. Inoltre, tra le misure obbligatorie, gli Stati membri, se non intendono fissare obiettivi annuali di riduzione del consumo pro-capite, sono tenuti a far pagare le buste di plastica leggere commercializzabili, introducendo il c.d. “pricing” e cioè il divieto di fornitura delle medesime buste di plastica a titolo gratuito. La direttiva consente infine la possibilità agli Stati membri di estendere il campo di applicazione delle suddette misure di riduzione dell’utilizzo per altre tipologie di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore, in particolare per quanto riguarda le borse di plastica in materiale ultraleggero, che sono quelle con uno spessore inferiore a 15 micron richieste a fini d’igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi. Tale possibilità è prevista dall’articolo 4, paragrafo 1-ter, della “direttiva imballaggi”, così come modificata dalla direttiva 2015/720/UE. Come detto, il recepimento della direttiva nell’ordinamento interno è stato effettuato con il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, in stretta conformità con gli specifici principi e criteri di delega legislativa già stabiliti dal Parlamento nazionale nell’articolo 4, comma 2, della legge n. 170 del 2016. In particolare, vanno menzionati i principi e criteri di delega relativi: al mantenimento dei divieti di commercializzazione, tipologie delle borse di plastica commercializzabili e spessori già stabiliti dalla legislazione nazionale dal 2012 (in attuazione dei commi 1129, 1130 e 1131 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28);alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile;al divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio.  Sulla base di questi principi e criteri di delega e in attuazione delle definizioni e disposizioni della direttiva 2015/720/UE, il Legislatore nazionale ha previsto un doppio regime: una disciplina che mantiene un divieto di commercializzazione delle borse in materiale leggero o di maggiore spessore e introduce formalmente il c.d. “pricing” già ampiamente praticato dagli operatori del settore su base volontaria dal 2012; un insieme di norme che introduce gradualmente, a partire dal 1° gennaio 2018, restrizioni alla commercializzazione delle buste di plastica ultraleggere che si concretizzano attraverso il divieto delle buste ultraleggere non ecologiche e prevede, anche per detta tipologia di buste, il c.d. “pricing”.   BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI Tutto ciò premesso e alla luce della disposizione applicabile dal 1° gennaio 2018, si ritiene utile riassumere la disciplina dell’utilizzo delle borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218, comma 1, lett. dd-ter, D.Lgs. n. 152/2006): 1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità; 4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.   OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO Sull’argomento, si evidenzia che l’art. 226 bis, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. Parimenti, l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”. L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018.   UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI Un ulteriore chiarimento è relativo, anche al fine del coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti come previste dal comma 3 dell’art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall’esterno del negozio. Per quanto riguarda l’utilizzo di borse portate dall’esterno degli esercizi commerciali in sostituzione delle borse ultraleggere fornite esclusivamente a pagamento ai consumatori a partire dal 1° gennaio 2018, si fa presente, innanzitutto, che la nuova disciplina introdotta dall’art. 9-bis del decreto-legge n. 91/2017, come convertito in legge, si applica esclusivamente alle borse di plastica come definite dal nuovo art. 218, comma 1, lett. dd-ter), ai sensi del quale le borse di plastica sono “borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti”; si ricorda, inoltre, che il comma 3 dell’art. 226-ter del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce testualmente che “nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti(UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare”. Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l’utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, si ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari richiamate nel citato comma 3 dell’art. 226-ter spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero, allo stato, è orientato a consentire l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l’igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell’esercizio e degli alimenti venduti alla clientela. IL DIRETTORE GENERALE (dott. Mariano Grillo)  

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