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  • BORSE DI PLASTICA : ECCO LA CIRCOLARE INTEPRETATIVA DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE

    Data pubblicazione: 05/01/2018


    Con la presente, si forniscono alcuni chiarimenti in risposta ai numerosi quesiti pervenuti in merito all’interpretazione delle disposizioni introdotte dall’art. 9-bis del decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), come convertito in legge dalla legge 3 agosto 2017, n. 123, in attuazione degli obblighi contenuti nella direttiva 2015/720/UE in materia di riduzione dell’utilizzo di borse di plastica. Come è noto, a seguito dell’apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per il mancato recepimento della direttiva in questione, la disciplina in parola è stata adottata mediante l’approvazione di un emendamento governativo presentato in sede di conversione in legge del decreto-legge richiamato. Il testo dell’emendamento riproduceva alla lettera il contenuto normativo di uno schema di decreto legislativo adottato dal Governo nel novembre 2016 in attuazione della delega contenuta nell’art. 4 della legge 12 agosto 2016, n. 170. Sullo schema di decreto legislativo le Commissioni parlamentari competenti si erano espresse favorevolmente senza condizioni, ma la delega era però venuta a scadere prima che fosse possibile l’approvazione definitiva del decreto. La direttiva 2015/720/UE definisce (art. 1, comma 1) “borse di plastica in materiale leggero” le borse di plastica con uno spessore inferiore a 50 micron. Per tale tipologia di borse gli obiettivi europei di riduzione del consumo sono vincolanti. Detti obiettivi possono essere raggiunti attraverso divieti alla commercializzazione o altre misure restrittive quali, ad esempio, imposte al consumo. Inoltre, tra le misure obbligatorie, gli Stati membri, se non intendono fissare obiettivi annuali di riduzione del consumo pro-capite, sono tenuti a far pagare le buste di plastica leggere commercializzabili, introducendo il c.d. “pricing” e cioè il divieto di fornitura delle medesime buste di plastica a titolo gratuito. La direttiva consente infine la possibilità agli Stati membri di estendere il campo di applicazione delle suddette misure di riduzione dell’utilizzo per altre tipologie di borse di plastica, indipendentemente dal loro spessore, in particolare per quanto riguarda le borse di plastica in materiale ultraleggero, che sono quelle con uno spessore inferiore a 15 micron richieste a fini d’igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi. Tale possibilità è prevista dall’articolo 4, paragrafo 1-ter, della “direttiva imballaggi”, così come modificata dalla direttiva 2015/720/UE. Come detto, il recepimento della direttiva nell’ordinamento interno è stato effettuato con il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, in stretta conformità con gli specifici principi e criteri di delega legislativa già stabiliti dal Parlamento nazionale nell’articolo 4, comma 2, della legge n. 170 del 2016. In particolare, vanno menzionati i principi e criteri di delega relativi: al mantenimento dei divieti di commercializzazione, tipologie delle borse di plastica commercializzabili e spessori già stabiliti dalla legislazione nazionale dal 2012 (in attuazione dei commi 1129, 1130 e 1131 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e articolo 2 del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28);alla progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica fornite a fini di igiene o come imballaggio primario per alimenti sfusi diversi da quelli compostabili e realizzate, in tutto o in parte, con materia prima rinnovabile;al divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio.  Sulla base di questi principi e criteri di delega e in attuazione delle definizioni e disposizioni della direttiva 2015/720/UE, il Legislatore nazionale ha previsto un doppio regime: una disciplina che mantiene un divieto di commercializzazione delle borse in materiale leggero o di maggiore spessore e introduce formalmente il c.d. “pricing” già ampiamente praticato dagli operatori del settore su base volontaria dal 2012; un insieme di norme che introduce gradualmente, a partire dal 1° gennaio 2018, restrizioni alla commercializzazione delle buste di plastica ultraleggere che si concretizzano attraverso il divieto delle buste ultraleggere non ecologiche e prevede, anche per detta tipologia di buste, il c.d. “pricing”.   BUSTE DI PLASTICA COMMERCIALIZZABILI Tutto ciò premesso e alla luce della disposizione applicabile dal 1° gennaio 2018, si ritiene utile riassumere la disciplina dell’utilizzo delle borse di plastica fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti (art. 218, comma 1, lett. dd-ter, D.Lgs. n. 152/2006): 1. borse di plastica riutilizzabili con maniglia esterna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 200 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 2. borse di plastica riutilizzabili con maniglia interna alla dimensione utile del sacco: con spessore della singola parete superiore a 100 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano generi alimentari; con spessore della singola parete superiore a 60 micron e contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento fornite, come imballaggio per il trasporto, in esercizi che commercializzano esclusivamente merci e prodotti diversi dai generi alimentari; 3. borse di plastica biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati e rispondenti ai requisiti di biodegradabilità e di compostabilità; 4. borse ultraleggere biodegradabili e compostabili di spessore inferiore a 15 micron, realizzate con almeno il 40% di materia prima rinnovabile, ai fini di igiene fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi, come frutta, verdura ed altri alimenti che non siano già stati preincartati dal produttore.   OBBLIGO DI FAR PAGARE TUTTE LE BORSE DI PLASTICA AMMESSE AL COMMERCIO Sull’argomento, si evidenzia che l’art. 226 bis, comma 2, D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse di plastica biodegradabili e compostabili, nonché le borse di plastica riutilizzabili “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti trasportati per il loro tramite”. Parimenti, l’art. 226-ter, comma 5 del medesimo D.Lgs. n. 152/2006 dispone che le borse ultraleggere, “non possono essere distribuite a titolo gratuito e, a tal fine, il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”. L’obbligo di pagamento delle borse ultraleggere, che trova la sua ratio nell’esigenza di avviarne una progressiva riduzione della commercializzazione, decorre dal 1° gennaio 2018.   UTILIZZO DI BORSE PORTATE DALL’ESTERNO PER ASPORTO PRODOTTI SFUSI Un ulteriore chiarimento è relativo, anche al fine del coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti come previste dal comma 3 dell’art. 226-ter, D.Lgs. n. 152/2006, alla possibilità, da parte del consumatore che non intende pagare la borsa ultraleggera, di utilizzare, al posto della stessa, imballaggi portati dall’esterno del negozio. Per quanto riguarda l’utilizzo di borse portate dall’esterno degli esercizi commerciali in sostituzione delle borse ultraleggere fornite esclusivamente a pagamento ai consumatori a partire dal 1° gennaio 2018, si fa presente, innanzitutto, che la nuova disciplina introdotta dall’art. 9-bis del decreto-legge n. 91/2017, come convertito in legge, si applica esclusivamente alle borse di plastica come definite dal nuovo art. 218, comma 1, lett. dd-ter), ai sensi del quale le borse di plastica sono “borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti”; si ricorda, inoltre, che il comma 3 dell’art. 226-ter del D.Lgs. n. 152/2006 stabilisce testualmente che “nell’applicazione delle misure di cui ai commi 1 e 2 sono fatti comunque salvi gli obblighi di conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti adottata in attuazione dei regolamenti(UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006, nonché il divieto di utilizzare la plastica riciclata per le borse destinate al contatto alimentare”. Conseguentemente, ancorché qualunque pratica volta a ridurre l’utilizzo di nuove borse di plastica risulti indubbiamente virtuosa sotto il profilo degli impatti ambientali, si ritiene che sul punto la competenza a valutarne la legittimità e la conformità alle normative igienico-alimentari richiamate nel citato comma 3 dell’art. 226-ter spetti al Ministero della Salute. Lo stesso Dicastero, allo stato, è orientato a consentire l’utilizzo di sacchetti di plastica monouso, già in possesso della clientela, che però rispondano ai criteri previsti dalla normativa sui materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Tali sacchetti dovranno risultare non utilizzati in precedenza e rispondenti a criteri igienici che gli esercizi commerciali potranno definire in apposita segnaletica e verificare, stante la responsabilità di garantire l’igiene e la sicurezza delle attrezzature presenti nell’esercizio e degli alimenti venduti alla clientela. IL DIRETTORE GENERALE (dott. Mariano Grillo)  

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  • Il gruppo Giovani di Confcommercio “adotta” una vetrina

    Data pubblicazione: 20/12/2017


    Un’iniziativa sperimentale. Ma con l’obiettivo di farla diventare strutturale. In modo da aumentare l’appeal dei negozi sfitti. Il gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio, con il patrocinio del Comune di Udine e il sostegno di Credifriuli, Fimaa, la Federazione degli Agenti immobiliari di Confcommercio, GraficStyle, Dair Architetti Associati e la proprietà dell'immobile che per prima ha creduto nell’iniziativa, ha addobbato con temi natalizi l’ampia vetrina tra via Savorgnana e via dei Calzolai a Udine. «L’intenzione è di valorizzare un’area che altrimenti rischierebbe di creare discontinuità nello spazio urbano, con luoghi bui e a volte soggetti a degrado, ed evidenti danni “commerciali” alle attività contermini», sottolinea il presidente del gruppo Fabio Passon. L’iniziativa ha un nome, “Adotta una vetrina”, «e vuole appunto rendere accattivanti spazi che altrimenti resterebbero vuoti e dimenticati. Il progetto è il primo esempio di una serie di spazi commerciali che si possono promuovere nel tessuto urbano. Questo è l’anno zero, ma puntiamo nel 2018 a diffondere il messaggio di centri storici più vivi anche grazie a queste azioni di tutela delle continuità commerciali».  

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  • "MONDIALI DI CALCIO 2018" . UTILIZZO APPARECCHI TELEVISIVI

    Data pubblicazione: 15/06/2018


    IL COMUNE DI UDINE - SU SOLLECITAZIONE DELLA SCRIVENTE - HAEMANATO LE PRESCRIZIONI ( vedi allegato) PER L'UTILIZZO DEGLIAPPARECCHI TELEVISIVI IN OCCASIONE DEI CAMPIONATI MONDIALI DI CALCIO.

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  • DECORRENZA SALDI ESTIVI DA SABATO 7 LUGLIO.

    Data pubblicazione: 06/06/2018


    DECORRENZA SALDI ESTIVI DA SABATO 7 LUGLIO.Ricordiamo che la Giunta regionale nello scorso mese di dicembre hadefinito i periodi in cui possono essere effettuate le vendite di finestagione invernale ed estiva, con riferimento ai prodotti di moda dicarattere stagionale, che non vengono venduti entro un certo periododi tempo.Le vendite di fine stagione estiva decorreranno da sabato 7 luglio efino al 30 settembre 2018.L’articolo 34 della legge regionale 29/2005 stabilisce che le venditedi fine stagione possono essere effettuate per periodi di tempolimitato determinati a facoltà dell'esercente, ricompresi entro ledate stabilite annualmente dalla Giunta regionale, sentite leorganizzazioni di categoria dei lavoratori e delle imprese delcommercio, nonché le associazioni di tutela dei consumatorimaggiormente rappresentative in ambito regionale, e tenuto conto degliindirizzi espressi dalla Conferenza delle Regioni e delle Provinceautonome. Quest'ultima ha approvato a suo tempo un documento perl'avvio in contemporanea delle vendite di fine stagione in tutte leRegioni : per quelli estivi dal primo sabato di luglio;  per quelliinvernali dal primo giorno feriale antecedente l'Epifania (se il primogiorno feriale antecedente l'Epifania coincide con un lunedì, l'iniziodei saldi viene anticipato al sabato).  

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  • SCF: prorogato il termine per il pagamento dei compensi annuali 2018 per i “diritti fonografici”.

    Data pubblicazione: 06/06/2018


    In considerazione del ritardo con cui alcune aziende hanno ricevutodalla SIAE il MAV necessario per provvedere al pagamento dei compensiannuali per i diritti fonografici dovuti per l’anno 2018, SCF haconcordato con SIAE la proroga del termine di scadenza, previsto peril 31 maggio, fino al prossimo 15 giugno 2018.Le aziende potranno comunque avvalersi per il pagamento deglisportelli Siae, a cui ci si dovrà comunque rivolgere in caso divariazioni rispetto a precedenti comunicazioni ed in caso di nuoviabbonamenti. Il pagamento potrà essere effettuato anche on-lineattraverso il “Portale Musica d’ambiente” attivato sul sitohttps://www.siae.it.Il pagamento tramite Mav non esclude l’obbligo di munirsi del ns.certificato associativo per poter beneficiare dello sconto.  

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  • Task force Confcommercio-sindacati contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro

    Data pubblicazione: 04/06/2018


    Un patto imprenditori-sindacati per contrastare molestie e violenze nei luoghi di lavoro. Lo stringono Confcommercio del Friuli Venezia Giulia e Cgil, Cisl e Uil, sottoscrivendo un accordo che contiene un impegno comune a promuovere in ogni azienda del terziario della regione azioni volte a incoraggiare comportamenti coerenti con gli obiettivi di tutela della dignità delle donne e degli uomini nell’ambiente di lavoro, non escludendo la possibilità di adottare misure organizzative ritenute di volta in volta utili alla cessazione immediata dei comportamenti molesti. Il trasferimento temporaneo Tra queste anche il trasferimento in via temporanea, tra reparti e uffici o in altre unità produttive, compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali nel rispetto delle disposizioni contrattuali. A Pordenone, nella sede locale di Confcommercio, presente la consigliera regionale di parità Roberta Nunin, il presidente regionale dell’associazione Alberto Marchiori ha dunque firmato l’accordo assieme a Orietta Olivo della Cgil, Claudia Sacilotto della Cisl e Magda Gruarin della Uil. L’iniziativa, ha spiegato Marchiori, recepisce l’input dell’Accordo delle Parti Sociali Europee del 26 aprile 2007, che tratta appunto di molestie e violenze nei luoghi di lavoro. L’impegno comune Muovendo da quell’articolato, Confcommercio Fvg e sindacati si impegnano sul fronte innanzitutto della prevenzione e dunque a «diffondere in maniera capillare l’accordo tra associati e collaboratori e a promuoverne l’applicazione, anche attraverso la contrattazione di secondo livello, e ad illustrarne il contenuto in assemblee sindacali», a «responsabilizzare le aziende affinché provvedano a tutelare lavoratrici e lavoratori da qualsiasi forma indiretta di ritorsione o penalizzazione e a vigilare sulla effettiva cessazione dei  comportamenti molesti», a «svolgere l’attività pattuita in modo sinergico con quella di competenza istituzionale», a «effettuare annualmente un monitoraggio di verifica dell’applicazione dell’accordo». I commenti «Il valore aggiunto dell’intesa – hanno concordato i presenti – è dato anche dalla firma della consigliera Nunin». Il sindacato ha quindi ringraziato Confcommercio Fvg per la «sensibilità alla prevenzione di un fenomeno poco noto perché poco denunciato». «Ci opponiamo con forza – ha aggiunto Marchiori – agli atti di vigliaccheria e ai ricatti nei confronti dei collaboratori d’azienda». La formazione Le parti, hanno rimarcato i presenti, convengono inoltre che la formazione aziendale potrà essere l’occasione per promuovere e diffondere tra i dipendenti e i dirigenti la cultura del rispetto della persona; nei programmi di formazione del personale, predisposti dalle aziende, venga promossa la lettura e la diffusione dell’accordo; al fine di garantire un ambiente di lavoro sicuro, sereno e rispettoso della dignità di ciascuno debba essere centrale il ruolo del sistema di prevenzione e protezione e conseguentemente saranno coinvolti tutti gli R.S.P.P. e i medici competenti delle imprese associate in modo che venga concretamente assicurato l’esercizio del ruolo di rappresentanza che ad essi compete, in particolare: nel percorso di valutazione del rischio da stress di lavoro correlato, nell’elaborazione, individuazione, attuazione e verifica delle misure di prevenzione da adottare in azienda al fine di tutelare la salute psicofisica di lavoratrici e lavoratori e nella definizione degli interventi formativi in materia.

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  • Denuncia delle attrezzature ai fini della classificazione delle strutture ricettive turistiche

    Data pubblicazione: 30/05/2018


    Denuncia delle attrezzature ai fini della classificazione dellestrutture ricettive turistiche.Si informa che sul BUR del 30 maggio 2018  è pubblicato il Decreto del Direttorecentrale Attività Produttive, Turismo ... (n. 1453 del 10/5/2018) conl'approvazione dei Moduli contenenti la scheda di denuncia delleattrezzature ai fini della classificazione delle strutture ricettiveturistiche (alloggi turistici, di cui all'art. 47 Bis della L.R.21/2016, compresi).

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  • Rinnovo degli abbonamenti (Siae e SCF) per musica d’ambiente per pubblici esercizi e alberghi

    Data pubblicazione: 30/05/2018


    Rinnovo degli abbonamenti (Siae e SCF) per musica d’ambiente perpubblici esercizi e alberghi a carattere stagionale (SIAE e SCF).Si informa che il termine per il pagamento dell’abbonamento per musicad’ambiente dovuto alla SIAE dai pubblici esercizi e alberghi conapertura stagionale estiva scade il prossimo 30 giugno.Premesso che  SIAE è delegata ad incassare anche i compensi dovuti aSCF per i diritti spettanti ai produttori discografici ed agli artistiinterpreti relativi alla musica registrata diffusa nei pubbliciesercizi e alberghi con attività stagionale si evidenzia che lascadenza per il pagamento dei compensi dovuti a SCF è stata prorogataal 31 luglio 2018.

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  • Enterprise Europe network - proposte collaborazione dalla Russia

    Data pubblicazione: 29/05/2018


    facendo seguito alla Convenzione in essere, firmata nel 2015 dal SignorCarlo Dall'Ava, per la  collaborazione alla promozione congiunta deiservizi di assistenza alle PMI offerti dalla rete Europea Enterprise EuropeNetwork ci pregiamo allegare una selezione di annunci per la ricerca dicooperazione da parte di aziende della Federazione Russa interessate almercato italiano.Ricordiamo che la Enterprise Europe Network è la più grande rete a supportodelle PMI a livello mondiale, presente in più di 60 Paesi e composta daoltre 600 partner locali, co-finanziata dalla DG CRESCITA, la DirezioneGeneraledella Commissione europea per il Mercato Interno, l’Industria,l’Imprenditoria e le Pmi, in grado di offrire servizi gratuitipersonalizzati alle aziende che vogliono internazionalizzarsi fornendoassistenza per accelerarne la crescita e la competitività verso nuovimercati  e per sviluppare nuovi partenariati commerciali e tecnologici.Anche le aziende vostre associate possono offrire la propria collaborazioneper offrire rappresentanze e/o cercare controparti per acquistare beni eservizi tramite la divulgazione del profilo di cooperazione nella bancadati POD - Partnering Opportunity Database. Il modulo è scaricabile tra gliallegati al  link del nostro sito:http://www.ud.camcom.it/P42A3539C3535S2401/Rete-partenariati-e-cooperazioni.htm.

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  • CONTRIBUTO REGIONALE PER IL MIGLIORAMENTO DELLE STRUTTURE RICETTIVE - BANDO 2018

    Data pubblicazione: 14/04/2018


    In data 11 aprile 2018 è stato è pubblicato - sul BUR della Regione FVG n. 15 - il nuovo Regolamento concernente criteri e modalità per la concessione di incentivi alle Imprese Turistiche. E’ possibile presentare domanda di contributo per degli interventi di cui all’art. 59 della L.R.  21/2016,  a valere sul Fondo contributi Imprese Turistiche di cui all’art. 38 della L.R. 4/2016 il canale contributivo è aperto dalle ore 9.15 di lunedì 16 aprile 2018 alle ore 16.30 di lunedì 16 luglio 2018 Le domande di contributo - sulla base del modello predisposto dalla regione FVG che trovate qui disponibile - devono essere presentate dalle imprese - mediante PEC dell’impresa - al Centro di Assistenza Tecnica alle Imprese del Terziario (CATT FVG) al seguente indirizzo: cattfvgfondotur2018@legalmail.it Il contributo è in conto capitale - concesso secondo procedura valutativa a graduatoria -  rivolto alle imprese turistiche per interventi di costruzione, ampliamento e ammodernamento delle strutture ricettive, acquisto di attrezzature ed arredi, realizzazione di parcheggi. L’impresa, in sede di presentazione di domanda, deve indicare il tipo di regime di aiuto di cui intende beneficiare; infatti il contributo può essere concesso in osservanza del: Regolamento (UE) n. 1407/2013 (regime de minimis): -         contributo pari al 50% della spesa ammissibile per le strutture alberghiere e del 40% della spesa ammissibile per le restanti strutture ricettive turistiche -         spese ammissibili comprese tra un minimo di 20.000 euro e un massimo di 400.000 euro; per l’acquisto di arredi e attrezzature la spesa minima è di 10.000 euro   art. 14 Regolamento (UE) n. 651/2014 (aiuti a finalità regionale agli investimenti) -         contributo pari al 30% della spesa ammissibile per le microimprese e piccole imprese e del 20% per le medie imprese. Gli oneri per le spese generali e di collaudo sono riconosciuti nella misura massima del 10% del totale delle spese per l’esecuzione dei lavori -         spesa ammissibile minima di 20.000 e contributo massimo concedibile di 400.000 euro   art. 17 Regolamento (UE) n. 651/2014 (aiuti agli investimenti a favore delle PMI). -         contributo pari al 20% della spesa ammissibile per le microimprese e piccole imprese e del 10% per le medie imprese. Gli oneri per le spese generali e di collaudo sono riconosciuti nella misura massima del 10% del totale delle spese per l’esecuzione dei lavori -         spesa ammissibile minima di 20.000 e contributo massimo concedibile di 400.000 euro. Beneficiari   Questi incentivi sono destinati alle microimprese - piccole - medie imprese titolari di strutture ricettive turistiche come definite al titolo IV della L.R. 21/2016 esercitate in forma di impresa turistica, di seguito elencate: Struttura ricettiva alberghiera Bed and breakfast Unità abitative ammobiliate a uso turistico Affittacamere Struttura ricettiva all’aria aperta Struttura ricettiva a carattere sociale Rifugio alpino, rifugio escursionistico o bivacco Le imprese, per beneficiare del contributo, devono : essere iscritte nel Registro delle imprese della CCIAA competente per territorio oppure avere effettuato la comunicazione unica di cui all’art. 9 del decreto legge 7/2007 non essere in stato di scioglimento o liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali avere la sede o l’unità locale operativa oggetto dell’intervento per cui si chiede il contributo attiva nel territorio regionale, con attività effettiva codificata dai codici ATECO 55.10, 55.20 e 55.30.   Iniziative ammissibili a contributo Le iniziative ammissibili a contributo sono le seguenti: -         lavori di ampliamento, ristrutturazione, ammodernamento e straordinaria manutenzione di strutture ricettive turistiche esistenti -         lavori di costruzione, ristrutturazione e straordinaria manutenzione di edifici da destinare all’esercizio di struttura ricettiva turistica -         acquisto di arredi e attrezzature -         realizzazione di parcheggi con almeno tre posti auto a servizio delle strutture ricettive alberghiere.   Sono ammissibili le seguenti spese sostenute a partire dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda: per i lavori di costruzione, ampliamento, ristrutturazione, ammodernamento e straordinaria manutenzione: -         spese per l’esecuzione dei lavori -         oneri per le spese generali e di collaudo   per la realizzazione di parcheggi:- spese per l’esecuzione dei lavori- oneri per le spese generali e di collaudo- prezzo d’acquisto degli immobili per l’acquisto di arredi e attrezzature:- spese per l’acquisto- eventuali spese di trasporto e montaggio.

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