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NOTA DEL CONSIGLIO DI STATO SUL RIUTILIZZO DEI SACCHETTI MONOUSO

Data pubblicazione: 05/04/2018

La Commissione speciale del Consiglio di Stato ha risposto a due
quesiti posti dal Ministero della Salute in merito alla
commercializzazione dei sacchetti monouso per frutta e verdura.

Il Ministero aveva posto i seguenti due quesiti:

1.       se sia possibile per i consumatori utilizzare nei soli
reparti di vendita a libero servizio (frutta e verdura) sacchetti
monouso nuovi dagli stessi acquistati al di fuori degli esercizi
commerciali, conformi alla normativa sui materiali a contatto con gli
alimenti;

2.       in caso di risposta positiva, se gli operatori del settore
alimentare siano obbligati e a quali condizioni a consentirne l'uso
nei propri esercizi commerciali.

Il parere del Consiglio di Stato risponde positivamente a entrambe le
domande sancendo la possibilità per i consumatori di utilizzare il
contenitore (purché nuovo e integro) che hanno portato da casa o hanno
acquistato autonomamente fuori dal negozio.
Nel parere si legge, infatti, che è possibile per i consumatori
utilizzare nei soli reparti di vendita a libero servizio come frutta e
verdura, sacchetti monouso nuovi dagli stessi acquistati al di fuori
degli esercizi commerciali, conformi alla normativa sui materiali a
contatto con gli alimenti, senza che gli operatori del settore
alimentare possano impedire tale facoltà né l'utilizzo di contenitori
alternativi alle buste in plastica, comunque idonei a contenere
alimenti quale frutta e verdura, autonomamente reperiti dal
consumatore.

Le borse in plastica ultraleggere utilizzate per la frutta e verdura
all'interno degli esercizi commerciali "devono" essere compravendute
dato che la borsa, per legge, è un bene avente un valore autonomo ed
indipendente da quello della merce che è destinata a contenere. In
conclusione – in quanto beni autonomamente commerciabili – non possono
essere sottratte alla logica del mercato.

Per tale ragione, non sembra consentito escludere la facoltà del loro
acquisto all'esterno dell'esercizio commerciale nel quale saranno poi
utilizzate, in quanto, per l'appunto, considerate di per sé un
prodotto autonomamente acquistabile, avente un valore indipendente da
quello delle merci che sono destinate a contenere.

Laddove il consumatore non intenda acquistare il sacchetto
ultraleggero commercializzato dall'esercizio commerciale per
l'acquisto di frutta e verdura sfusa, potrà utilizzare sacchetti in
plastica autonomamente reperiti, solo se, idonei a preservare
l'integrità della merce e rispondenti alla caratteristiche di legge.

Il criterio generale è che devono essere sufficientemente inerti da
escludere il trasferimento di sostanze ai prodotti alimentari in
quantità tali da mettere in pericolo la salute umana o da comportare
una modifica della composizione dei prodotti alimentari o un
deterioramento delle loro caratteristiche.

Non sembra possibile per l'esercizio commerciale vietare tale facoltà,
ma grava comunque un obbligo di controllo su tutti i fattori
potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza dei prodotti
compravenduti all'interno del punto vendita, e anche sugli eventuali
sacchetti che il consumatore  intende utilizzare, in quanto soggetto
che deve garantire l'integrità dei prodotti ceduti dallo stesso, può
vietare l'utilizzo di contenitori autonomamente reperiti dal
consumatore solo se non conformi alla normativa di volta in volta
applicabile per ciascuna tipologia di merce, o comunque in concreto
non idonei a venire in contatto con gli alimenti.