Sede

Consulenze riservate ai soci

Un team di professionisti per rispondere alle tue esigenze

Le nostre consulenze sono strumenti gratuiti a disposizione degli associati che offrono pareri e valutazioni in varie materie di particolare rilevanza nell'attività d'impresa. Si tratta di un'assistenza tecnica e informativa erogata da professionisti ed esperti di settore.

Per concordare un appuntamento è sufficiente inviare una mail o telefonare ai seguenti recapiti:

Tel. 0432.538700
sindacale@ascom.ud.it


  • CONSULENZA ASSICURATIVA
    Consulenza esterna. Su appuntamento
    dalle 9.00 alle 12.00
    Tel. 0432.538700

  • CONSULENZA LEGALE
    Consulenza esterna. Si riceve su appuntamento.
    Tel. 0432.538700
    formazione@terziariacat.ud.it

  • CONSULENZA PRIVACY
    Consulente: Gianpietro Chialina
    Riceve su appuntamento
    Tel. 0432.538763
    Gianpietro.chialina@ascom.ud.it

  • PRATICHE E AUTORIZZAZIONI URBANISTICHE
    Consulente: Ivano Movio
    Riceve su appuntamento
    Tel. 0432.538700
    sindacale@ascom.ud.it

  • ADEMPIMENTI SICUREZZA DEL LAVORO
    Consulente: Anna De Nipoti
    Riceve su appuntamento
    Tel. 0432.538700
    formazione@terziariacat.ud.it

  • CREDITO, FINANZA E INNOVAZIONE
    Consulente: Lina Colaone
    Riceve su appuntamento
    Tel. 0432.538700
    lina.colaone@ascom.ud.it

  • CONTROLLO GRATUITO UTENZE GAS ED ENERGIA ELETTRICA
    Il mercoledì pomeriggio dalle 14 alle 17 previo appuntamento telefonando allo 0432.538770 oppure mandando una mail a soci@ascom.ud.it presso i nostri uffici un tecnico della Bluenergy effettua un controllo gratuito delle utenze di gas ed energia elettrica. Si tratta - precisa Confcommercio - di un servizio tecnico, che non impone all'azienda interessata alcun tipo di accordo (l'eventuale approfondimento commerciale non riguarda l'associazione, che ha comunque siglato con Bluenergy una convenzione che prevede costi ridotti per i soci).



News



News
  • LA QUESTURA DI UDINE INCONTRA I PUBBLICI ESERCIZI

    Le buone prassi per rispettare le normative e non incorrere quindi in sanzioni, dalla sicurezza all' allietamento, saranno al centro di un incontro promosso dalla Fipe - Confcommercio Udine  con la Questura di Udine per il giorno


     


    mercoledì 26 aprile alle 14.30


    presso la Sala dell'Economia (piano interrato) 
    della Camera di Commercio di Udine
    Piazza Venerio - Udine  



     
    Nell’ottica della prevenzione, della collaborazione e dell’attenzione alla sicurezza soprattutto dei minori, la riunione è rivolta ai pubblici esercizi associati. In prossimità dall'arrivo della bella stagione, e a seguito dei recenti episodi che hanno portato alla chiusura di alcune attività per questioni di ordine pubblico, l' appuntamento con la Questura consentirà di approfondire in termini collaborativi tematiche di interesse specifico del pubblico esercizio.


     


     


    Conferma la tua presenza allo 0432/538783 oppure inviando una mail a sindacale@ascom.ud.it 

  • CHIUSURE OBBLIGATORIE DEI NEGOZI in Regione nelle more della decisione della Corte Costituzionale

    Le CHIUSURE OBBLIGATORIE DEI NEGOZI in Regione nelle more della
    decisione della Corte Costituzionale.

    Nei giorni scorsi la Corte Costituzionale ha iniziato l’esame del
    ricorso proposto dal Governo contro le disposizioni della Legge
    regionale (n.4/2016) del Friuli Venezia Giulia che hanno introdotto
    l’obbligo della chiusura dei negozi in occasione di determinate
    festività (dieci le giornate individuate).
    Fino all’emanazione della decisione da parte della Consulta la legge
    regionale continua però a produrre i suoi effetti.
    Conseguentemente  in occasione delle imminenti festività – se nel
    frattempo non emergessero novità – di martedì 25 aprile e di lunedì 1°
    maggio i negozi dovranno osservare la chiusura obbligatoria.

    La chiusura è obbligatoria per ogni singolo esercizio di vendita al
    dettaglio, di vicinato, di media o di grande struttura insediato in un
    centro commerciale al dettaglio o in un complesso commerciale a
    prescindere dalla modalità organizzativa ovvero dalla strutturazione
    aziendale del centro o del complesso medesimi, incluso l'outlet.

    Per le sole località turistiche individuate dalla Giunta Regionale
    sono previste delle deroghe.
    Possono tenere aperto sempre e comunque i Comuni di: Trieste, Lignano,
    Grado, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Forni di Sopra,
    Cividale del Friuli, Aquileia, Gemona del Friuli, Venzone (ma solo
    entro le cinta murarie), Sauris, Rigolato, Sutrio, Villa Santina,
    Ravascletto, Enemonzo, Lauco, Arta Terme, Prato Carnico, Ampezzo,
    Clauzetto, Frisanco, Claut e nelle località di Castelmonte (nel Comune
    di Prepotto) e di Marina Julia e Marina Nova (nel Comune di
    Monfalcone).

    In ogni caso sono escluse dall’obbligo di chiusura (hanno cioè la
    possibilità di tenere sempre aperto) le seguenti attività : le
    farmacie;  le rivendite di generi di monopolio;  le rivendite di
    fiori; i punti vendita della stampa quotidiana e periodica; gli
    esercizi commerciali che vendono prevalentemente mobili e articoli di
    arredamento; gli esercizi commerciali che vendono prevalentemente
    libri; gli esercizi commerciali che vendono autoveicoli in occasione
    di campagne dimostrative promosse direttamente dalle case produttrici;
    gli impianti di distribuzione carburante, le imprese artigiane (o
    industriali) quando esercitano l'attività di vendita dei propri
    prodotti nei locali di produzione o in locali a questi adiacenti.

    La violazione delle disposizioni in materia di giornate di chiusura
    degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa è punita:

    - con una sanzione amministrativa da 6.000 euro a 15.000 euro, qualora
    la violazione sia imputabile a esercizi con superficie di vendita fino
    a metri quadrati 1.500;

    - con una sanzione amministrativa da 10.000 euro a 24.000 euro per
    esercizi con superficie di vendita superiore a metri quadrati 1.500 e
    fino a metri quadrati 5.000;

    - con una sanzione amministrativa da 15.000 euro a 36.000 euro per
    esercizi con superficie di vendita superiore a metri quadrati 5.000.

    In caso di recidiva (che sussiste nel caso in cui sia stata commessa
    la stessa violazione per due volte in un anno solare, anche se si è
    proceduto al pagamento della sanzione) le sanzioni sono aumentate fino
    a un terzo ed il Comune dispone la sospensione dell'attività di
    vendita da sette a trenta giorni.