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News

Informazioni e notizie per essere sempre aggiornati

  • CORSO DI GESTIONE E APERTURA BAR E RISTORANTI - 6 MAGGIO DALLE 17.00 ALLE 22.00

    Data pubblicazione: 17/04/2014


    Un pomeriggio intenso che ha come obiettivo quello di entrare da imprenditori consapevoli nel mondo del bar; dal percorso burocratico e finanziario, fino alle strategie e i trucchi usati dai locali di successo. Il corso, il primo di questo genere in Friuli Venezia Giulia, è organizzato dalla Confcommercio attraverso il suo Cat, ed è rivolto sia a chi vuole aprire un’attività sia a chi vuole migliore la propria gestione. Nella prima parte si esamina il percorso burocratico e finanziario, nella seconda, l’importanza della comunicazione verbale e non verbale, l’ultima è dedicata alle strategie e i trucchi usati dai locali di successo per incrementare gli incassi, per arredare con i costi più bassi e per gestire personale, prezzi e pubblicità. Il corso è inoltre particolarmente adatto anche per chi vuole avere, prima di pensare seriamente all’apertura di una attività, un quadro completo delle problematiche, delle opportunità e delle prospettive di questo tipo di lavoro. Preparare un business plan e usarlo per valutare investimenti, rischi e prospettive di crescita. Trovare finanziamenti Sas, SNC, SRL o ditta individuale? Siae, IVA, normative e fisco. La musica nei locali . Requisiti professionali: licenze e l’ex REC, I corsi SAB e i requisiti personali. Il valore del cliente: l’importanza della comunicazione verbale e non verbale Costruire un locale nuovo: costi e preventivi. Progettare a seconda del tipo di clientela. Comprare un bar. Valutare il locale, cosa controllare e chiedere al proprietario. Gestire la trattativa e il cambio di proprietà. Comprendere la tua azienda Obiettivi/Motivazioni, immaginario delle persone Trappole del gestore Strategie di vendita : il migliore GLP Storie di successi Se state già valutando l’acquisto di una attività è possibile portare al corso foto, bilanci e piantine, avremo modo di esaminarle durante l’ultima parte del corso. Per iscrizioni ed informazioni telefonare a Terziaria Cat Udine srl 0432.538747 od inviare una mail a formazione@terziariacat.ud.it

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  • ATTENZIONE A CHI SI SPACCIA PER CONFCOMMERCIO

    Data pubblicazione: 21/03/2014


    Attenzione a chi propone  forniture di telefonia o energia spacciandosi per incaricati di Confcommercio Udine. E’ accaduto nelle scorse settimane, infatti,  e ci è stato segnalato da alcuni associati che qualcuno sta telefonando alle imprese con l’obiettivo di proporre contratti con aziende fornitrici di energia e telefonia. Al di là delle condizioni proposte (tutte da valutare con molta attenzione) ciò che preme sottolineare è che non vi è alcun accordo o convenzione tra la nostra associazione e società terze, l'unica realtà convenzionata con noi è Tradecom ovvero società di Confcommercio Nazionale. Nel caso ciò accada ancora, vi preghiamo di segnalarcelo allo 0432.538762 o ad info@ascom.ud.it . L’associazione è inoltre sempre disponibile per un’analisi delle condizioni applicate dai vostri fornitori di energia.  

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  • Importante incontro sul tema della sicurezza a Udine

    Data pubblicazione: 04/03/2014


    Un confronto sulle problematiche della sicurezza in città che ha visto gli associati di Confcommercio ascoltare i vertici delle forze dell’ordine ma anche raccontare loro le criticità del presente. In sala Valduga della Camera di commercio si è svolto un dibattito molto costruttivo che ha rafforzato il rapporto tra operatori della sicurezza e commercianti, da sempre “sentinella” del territorio.L’incontro è stato promosso da Confcommercio provinciale e ha visto la partecipazione del presidente Giovanni Da Pozzo, del prefetto Provvidenza Delfina Raimondo, del questore Antonio Tozzi e del comandante provinciale dei Carabinieri Roberto Del Piano. Per il Comune era presente Gabriele l’assessore Giacomini. «L’obiettivo era di analizzare le problematiche legate alla sicurezza che coinvolgono il tessuto imprenditoriale del terziario della città di Udine – spiega il presidente di Confcommercio –. Abbiamo ritenuto opportuno consentire ai soci imprenditori, il cui ruolo di “sentinella” è ben noto alle forze dell’ordine, di conoscere gli sforzi messi in atto contro la microcriminalità sul territorio».

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  • Confcommercio e Confedilizia: patto sulle locazioni transitorie

    Data pubblicazione: 28/02/2014


    L’affitto a tempo ridotto è la principale novità di un protocollo d’intesa che punta anche al recupero di locali chiusi e inutilizzati Un accordo che coniuga gli interessi delle imprese e dei proprietari di immobili. Confcommercio e Confedilizia Udine lo sottoscrivono firmando un protocollo d’intesa che prevede iniziative mirate a potenziare il mercato delle locazioni a uso commerciale, con tanto di sollecitazione alle istituzioni a prevedere, nel rispetto della libera concorrenza, una riduzione delle tariffe, dei tributi e delle imposte, quantomeno nella fase iniziale dei contratti, oltre che una modifica della legge 392/78. LE PREMESSE DEL PROTOCOLLO La premessa dell’iniziativa, hanno spiegato in conferenza stampa il presidente provinciale Fimaa Confcommercio Lino Domini e il presidente di Confedilizia Udine Paolo Scalettaris, è una situazione di «progressiva emarginazione ed espulsione dal mercato di attività commerciali e terziarie, in particolare dei piccoli negozi indipendenti, con conseguenti perdita di posti di lavoro e chiusura di negozi, danno economico anche per i proprietari degli immobili, poco a poco depauperati della loro consistenza patrimoniale, e situazioni di degrado e generale impoverimento dei contesti urbani». LE FINALITA’ Di qui un’intesa che vuole favorire – nell'interesse dei proprietari degli immobili, delle imprese, degli utenti e dei cittadini – l’allargamento del mercato delle locazioni agli immobili a uso commerciale anche attualmente non locati, evitando il venir meno o comunque la riduzione della attrattività delle zone interessate e la conseguente perdita di valore di immobili e aziende. LO SPORTELLO TEMPORARY SHOP In tale ottica le parti sostengono anche la specifica modalità di locazione costituita dalla locazione transitoria prevista dall'art. 27, comma 5, L. 392/78 (“Temporary Shop”). Confcommercio e Confedilizia costituiscono anzi sin d’ora nelle loro sedi provinciali uno Sportello Informativo Temporary Shop. «In attesa che vengano superate – come si auspica – le rigidità della legge 392 del 1978, che costituisce freno alla immissione sul mercato degli immobili a uso commerciale e terziario e al loro utilizzo in modo corrispondente agli interessi e alle esigenze di proprietari e conduttori – condividono Domini e Scalettaris –, la tipologia della locazione transitoria può rappresentare una valida opzione alternativa, anche in ragione del fatto che la proprietà immobiliare non è indotta oggi a sottoscrivere contratti di lunga durata in un momento di scarsa domanda o comunque di canoni decrescenti, in presenza anche di concomitanti sempre maggiori aggravi tributari. Nel contempo tale soluzione appare idonea a soddisfare le esigenze dei conduttori, soprattutto con riferimento alla imprenditoria giovanile, che abbiano la necessità o l'interesse a disporre di spazi e locali per un periodo di tempo ridotto anche in vista della possibilità di verificare gli esiti e l'andamento di nuove iniziative commerciali».  LE IPOTESI DI CONTRATTO A parere delle associazioni firmatarie, tra i contratti di locazione transitoria possono indicarsi non soltanto le ipotesi di vendita a seguito di fallimento/asta, di vendita in blocco (es.) di mobili, arredi reperiti sul mercato (rimanenze o prototipi), di vendita stock merce di magazzino (fino a esaurimento scorte), di vendita prodotti specifici legati a festività, di vendita in occasione di eventi e manifestazioni, di vendita temporanea causata dall’effettuazione di lavori nella sede dell’impresa, ma anche le ipotesi di attività commerciali per le quali esigenze obiettive e reali, indicate nel contratto, proprie dell'avvio dell'attività (anche in via sperimentale) ovvero del corso e dello sviluppo dell'attività stessa impongano o comunque consiglino e giustifichino la previsione iniziale di durata limitata del contratto di locazione. L’ASSISTENZA IN ASSOCIAZIONE Confedilizia e Confcommercio raccoglieranno le manifestazioni di interesse e forniranno ai loro iscritti informazione e consulenza sulle caratteristiche della locazione a carattere transitorio e sulla redazione dei contratti. Confcommercio assicurerà inoltre a tutte le imprese l’assistenza amministrativa in merito all’apertura dell’attività commerciale. Per informazioni: CONFCOMMERCIO UDINETel. 0432/538700sindacale@ascom.ud.it ASSOCIAZIONE DELLA PROPRIETA' EDILIZIA-CONFEDILIZIA UDINETel. 0432/501344 udine@confedilizia-fvg.it

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  • Mercato auto in Fvg nel 2013: -6,8%.

    Data pubblicazione: 14/01/2014


    In un anno perse 1.700 immatricolazioni, da gennaio 2014 ritorna il bonus rottamazione da 1.000 euro Ma nel 2012 era andata peggio: -9mila vetture vendute. Dal 2009 il crollo: -50% Un altro anno difficile per il settore auto in Friuli Venezia Giulia. Ma se il calo del 2012 si era attestato attorno al -26% rispetto all’anno precedente, il 2013 ha fatto segnare una diminuzione più contenuta. I numeri sono sempre all’ingiù (le immatricolazioni si sono fermate a quote 23.818, oltre 1.700 vendite in meno del 2012, -6,8%), ma si è almeno interrotto il trend in picchiata. LA RIPRESA DI DICEMBREIn particolare il mese di dicembre ha fatto segnare un’inversione di tendenza nel confronto con lo stesso mese del 2012. Tutte e quattro le province del Fvg fanno segnare il segno “più”. Stando al complesso delle cifre comunicate da Confcommercio, Gorizia fa segnare un recupero nettissimo (+33,86%), peraltro dovuto alla targatura di fine anno di alcuni noleggi delle Ford, cresce anche Trieste (+8,14%). In ripresa, seppure meno evidente, pure Pordenone (+1,39%) e Udine (+1,10%). Il totale delle immatricolazioni di dicembre 2013 è di 2.085, 107 in più del dicembre 2012 (+5,41%). IL CONFRONTO ANNUALEIl capogruppo Auto Moto e Ricambi di Confcommercio provinciale di Udine e regionale Giorgio Sina rende noti anche i dati anno su anno. Il -6,8% regionale è il risultato di perdite ridotte rispetto a dodici mesi fa in tutto il territorio regionale. Quella di Pordenone è la provincia più in difficoltà (-8,4%), quindi Udine (-7%), Gorizia (-6,3%) e Trieste (-3,9%). I COMMENTI Sina, assieme al capogruppo di Pordenone Stefano Zomero, si dice «ottimista ma inevitabilmente preoccupato di fronte a un dimezzamento delle vendite dal 2009 a oggi, con una tenuta del solo mercato dell’usato dopo il -10% registrato nel 2012». Come sarà il 2014? «A livello nazionale si stima un incremento del 2-3%, ma preferiamo tenere i piedi per terra: in Friuli Venezia Giulia sarebbe già positivo frenare le perdite». L’INCENTIVO La buona notizia, rende noto Sina, «è che in Regione si stanno definendo gli ultimi dettagli del regolamento che sblocca gli incentivi da 1.000 euro, un contributo possibile grazie ai 3 milioni di euro stanziati in Finanziaria ed effetto del pressing di Confcommercio nei confronti della giunta Serracchiani, che ringraziamo per aver compreso le difficoltà del comparto e la lungimiranza del provvedimento». I PALETTI Per poter accedere al contributo (i clienti lo possono già chiedere in concessionaria per avviare le pratiche che saranno poi gestite, come già nel 2011, dalle Camere di commercio) è necessario rottamare un’auto vecchia di almeno 10 anni e acquistarne una nuova con emissioni entro il limite dei 120 grammi di anidride carbonica. «L’iniziativa, aperta ai soli nuclei familiari sotto i 50mila euro di reddito lordo annuo, consentirà una ripresa del mercato nei primi mesi dell’anno», assicura il capogruppo Sina.   Friuli Venezia Giulia 2013Immatricolazioni: 23.818 (-1.749 rispetto al 2012, -6,84%) Provincia di Udine 2013Immatricolazioni: 11.049 (-835 rispetto al 2012, -7,03%)    

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  • "Fare il pieno in regione costa meno"

    Data pubblicazione: 24/02/2014


    Il presidente Unioncamere Fvg Da Pozzo e il vicepresidente Figisc Confcommercio Bearzi lanciano la campagna “Ma quanto ti costa?” Fare il pieno fuori regione costa di più. Non si tratta solo di uno slogan anti-concorrenza degli operatori del Friuli Venezia Giulia per contenere gli effetti della crisi e la “fuga” oltre confine degli utenti, ma una certezza che deriva dal confronto dei numeri. PERCHE’ CONVIENE IL RIFORNIMENTO “SOTTO CASA”Una fotografia, quella dei prezzi alla pompa in regione e fuori regione, che è l’elemento principale di una campagna informativa promossa da Confcommercio-Figisc regionale, con il sostegno di Unioncamere Fvg, che ha l’obiettivo di dimostrare la convenienza assoluta del “rifornimento sotto casa”,  rispetto a quello negli Stati confinanti. Questa mattina la presentazione dell'iniziativa in conferenza stampa, alla presenza del presidente Unioncamere Fvg GIovanni Da Pozzo e del vicepresidente della Figisc regionale Bruno Bearzi, assieme al presidente di Confcommercio Fvg Pio Traini e, per la Regione, al consigliere Enio Agnola.
«La verità è riassunta in un pieghevole che ricorda le normative, e quindi le agevolazioni previste a favore dei cittadini residenti – spiegano il presidente regionale Figisc Mauro Di Ilio e il suo vice Bruno Bearzi –, precisa nel dettaglio come è composto il prezzo finale del carburante e pone l’attenzione anche sui costi chilometrici di varie tipologie di autoveicoli, al fine di far valutare al consumatore i costi connessi al rifornimento extraregione». «Come Unioncamere abbiamo voluto sostenere questa campagna, che si innesta peraltro nelle nostre competenze e nella nostra esperienza, visto che sono proprio le Camere di Commercio a gestire i carburanti per conto della Regione – aggiunge il presidente Uniocamere Fvg Giovanni Da Pozzo –. L’idea permette di fare chiarezza, numeri alla mano, sui costi effettivi per i cittadini, aiutandoli a scegliere consapevolmente e a capire meglio come risparmiare tempo e denaro». IL CONFRONTO DELLE CIFREScorrendo il pieghevole si scopre così che se all’erario finiscono poco meno di 60 euro dei 100 spesi per un pieno, il benzinaio ne trattiene solo 2,06 sulla benzina e 2,13 sul gasolio. E ancora che la differenza media tra i prezzi italiani e quelli sloveni, a fronte del contributo pubblico, è oggi notevolmente ridotta: 0,17 euro sulla benzina, 0,23 sul gasolio. «Differenza di fatto abbattuta dai costi chilometrici per recarsi fuori regione – sottolineano Di Ilio e Bearzi –, cui vanno però aggiunti anche quelli di esercizio, in particolare per pneumatici e riparazioni». IL BILANCIO BENEFICI/COSTIIl risultato, numeri alla mano, è che «il bilancio benefici/costi di un approvvigionamento in terra straniera – rimarcano ancora i vertici di Confcommercio-Figisc Fvg – è praticamente sempre negativo per i residenti in area 1 e lo diventa, per i residenti di area 2, non appena si supera la distanza di 15 chilometri dal confine, con un peggioramento progressivo della situazione a distanze più alte tra il luogo di residenza e l’impianto di distribuzione. E a distanza più basse il vantaggio non supera in ogni caso il valore medio di 2 euro su ciascun pieno». L’INFORMAZIONE FIGISCLa campagna, presentata in Camera di commercio di Udine, prevede la distribuzione a tutti i gestori della Regione di alcuni materiali: una cornice “Optiframe clik clak”, che dovrà essere posizionata in maniera visibile (all’interno o all’esterno a seconda delle tipologie di vendita) e sulla quale verrà inserito un manifesto informativo che avrà diverse uscite, ricalcando temi legati ai prezzi carburante o altri argomenti di attualità per la categorie e l’utenza. Contestualmente verrà distribuito ai clienti il pieghevole che è il “cuore” dell’iniziativa, in quanto evidenzia la composizione del prezzo alla pompa, l’entità degli sconti regionali, le differenze di prezzo, i costi chilometrici di tre tipologie di auto e il bilancio benefici/costi tra km percorsi e differenze di prezzo.

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  • Confcommercio Udine a Roma per #impreseinpiazza

    Data pubblicazione: 18/02/2014


    Anche Confcommercio Udine partecipa alla giornata di mobilitazione nazionale "Senza Impresa non c'è Italia" . La manifestazione è stata promossa dalle cinque organizzazioni aderenti a Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, per chiedere una svolta decisiva nelle scelte di politica economica del Paese.  Seguici su Facebook  Seguici su Twitter

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  • integrazione alla Direttiva sui divieti di circolazione fuori dai centri abitati

    Data pubblicazione: 16/04/2014


    Integrazione alla Direttiva sui divieti di circolazione fuori dai centri abitati, per i veicoli con peso totale a terra pari o superiore a 7,5 tonnellate. Un Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti in attesa dipubblicazione sulla G.U., elimina il fermo previsto per martedì 22/4dopo Pasqua e modifica due definizioni del DM443 dell'11 dicembre2013.  In attesa della pubblicazione in G.U., e della effettivaentrata in vigore, è stato anticipato sul sito del Ministero il DM chemodifica e integra il DM 443 del 2013, recante il calendario e ledirettive per i divieti di circolazione fuori dai centri abitati, peri veicoli con peso totale a terra pari o superiore a 7,5 tonnellate.Oltre all'eliminazione della giornata di fermo prevista per martedì 22Aprile dalle ore 8:00 alle ore 14:00, il DM, sostituendo il comma 4dell'articolo 2, relativamente al posticipo dell'inizio del divieto dicircolazione accordato ai veicoli circolanti in Sardegna e provenientidal resto del territorio italiano, chiarisce che per i complessi diveicoli costituiti da un trattore e da un semirimorchio, la derogaapplicabile al semirimorchio si intende estesa al trattore stradaleanche quando quest'ultimo non sia proveniente dalla rimanente partedel territorio nazionale.Il Decreto, infine, attraverso la sostituzione della lettera r) alcomma 1 dell'art.3, modifica la definizione della deroga esistente peril trasporto di prodotti deperibili che, ai sensi della novellanormativa, diviene:  "r) per il trasporto esclusivo di prodottialimentari deperibili, quali frutta e ortaggi freschi, carni e pescifreschi, latticini freschi, derivati del latte freschi, e per iltrasporto di fiori recisi, semi vitali non ancora germogliati, pulcinidestinati all'allevamento, animali vivi destinati alla macellazione oprovenienti dall'estero, nonché i sottoprodotti derivanti dallamacellazione di animali."

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  • Aggiornamento sull’andamento dell’epidemia di epatite A in Italia, al 28 febbraio 2014

    Data pubblicazione: 10/04/2014


    I dati  delle notifiche pervenute al Ministero della salute, integrati con i dati del Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta (SEIEVA) dell’Istituto superiore di sanità (ISS), aggiornato al 28 febbraio 2014, mostrano una riduzione del numero dei casi a partire da novembre 2013. Tale flessione va considerata con cautela, in quanto il numero di casi negli ultimi mesi è comunque superiore a quello rilevato nello stesso periodo dei due anni precedenti. Sono tuttora in corso le valutazioni relative ai primi mesi del 2014, che necessitano un attento monitoraggio, considerato il lungo periodo di incubazione della malattia. In totale sono stati notificati 1.463 casi di Epatite A dal 1° gennaio 2013 al 28 febbraio 2014. Indagini sul virusIl Laboratorio di Riferimento del reparto Epatiti Virali dell’ISS ha eseguito le indagini di tipizzazione del virus dell’epatite A (HAV) mediante sequenziamento da campioni clinici di casi di epatite A ed ha effettuato l’analisi delle sequenze, incluse quelle inviate dai Laboratori regionali. Tutte le sequenze virali italiane disponibili, in totale 367, sono state sottoposte a confronto con la sequenza di riferimento “outbreak” e con altri ceppi di riferimento corrispondenti ai diversi genotipi di HAV (IA, IB, IIA, IIB, IIIA, IIIB). Si può concludere che il 67.3% dei casi (247/367) presenta la sequenza virale “outbreak” (genotipo IA con sequenza KF182323) o una sequenza altamente correlata. La sequenza da frutti di bosco surgelati ottenuta dall’IZSLER, identica a quella dei casi, suggerisce fortemente che tale alimento possa essere una fonte comune di infezione. Nel rimanente 32.7% dei casi (120/367) si osserva la presenza di ceppi non correlati alla sequenza “outbreak”, di genotipo IA (24.5%), IB (7.9%) ed 1 solo caso di genotipo IIIA. RaccomandazioniÈ necessario ricordare che, sebbene tutti i lotti risultati positivi alle analisi siano stati prontamente ritirati e richiamati dal mercato, non si esclude l’eventualità che altri mix di frutti di bosco surgelati/congelati contaminati, diversi da quelli oggetto di allerta possano essere presenti sul mercato. Il Ministero della salute raccomanda, quindi, di consumare i frutti di bosco congelati/surgelati solo cotti, facendoli bollire (portandoli a 100°C) per almeno 2 minuti. Quindi: utilizzare i frutti di bosco surgelati solo per preparazioni portate a 100° (temperatura di ebollizione) per almeno 2 minuti, ad esempio salse o marmellate non impiegare i frutti di bosco crudi per guarnire i piatti (ad esempio la superficie di una crostata, semifreddi, yogurt ecc.) lavare accuratamente i contenitori e gli utensili usati per maneggiare i frutti di bosco scongelati. Situazione Epidemiologica Europea - cluster di Epatite A segnalati in EPIS/EWRS al 13 marzo 2014 L’attuale epidemia di epatite A ha colpito diversi Paesi europei (Italia, Irlanda, Olanda, Francia, Gran Bretagna, Svezia), pertanto è stata classificata come “multistato”. Di seguito una sintesi della situazione a livello europeo: Si sono verificati 10 casi di Epatite A in turisti stranieri che hanno soggiornato in Italia ove, compatibilmente al tempo di incubazione della malattia, potrebbe essere avvenuta l’esposizione, provenienti da: Germania (n=8 recatisi in Italia nel mese di marzo 2013), Olanda (n=1), 1 Irlanda (n=1), e Polonia (n=5). I risultati degli esami di laboratorio hanno messo in evidenza che si tratta di un virus appartenente al genotipo 1A con sequenza KF182323 per 1 caso Olandese, 2 casi Tedeschi, 5 Polacchi e diversi casi italiani. Nel luglio 2013, l’Irlanda e la Francia hanno segnalato casi di Epatite A (16 in Irlanda ed 1 in Francia), associati al consumo di frutti di bosco, causati da un virus identico a quello dell’epidemia Italiana, senza storia di viaggi in Italia. Anche la Svezia e la Bulgaria hanno segnalato entrambi un caso (il caso Svedese con sequenza identica mentre il caso Bulgaro non sequenziato) con storia di viaggio in Italia. In ottobre l’Olanda ha segnalato all’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) 9 casi di Epatite A con sequenza identica  a quella isolata nell’epidemia italiana, senza storia di viaggi in Italia. Pertanto l’epidemia è stata classificata come “multistate”, dal momento che coinvolge più di un paese europeo. Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 hanno riportato casi con sequenza identica a quella italiana, in assenza di storia di viaggio in Italia, 2  ulteriori Paesi EU (Gran Bretagna e Svezia). Anche in Francia, dove erano già stati riportati casi, ne sono stati segnalati di nuovi. Inoltre, il 9 marzo 2014, sia la Norvegia che la Danimarca hanno segnalato un incremento del numero dei casi di Epatite A. Le indagini di laboratorio per la genotipizzazione ed il sequenziamento dei virus isolati sono in corso. In 4 paesi del Nord Europa (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) dall’Ottobre 2012 all’Aprile 2013 sono stati segnalati 71 casi, di cui 28 confermati (ceppo HAV genotipo IB, diverso da quello italiano). La fonte di infezione è stata individuata epidemiologicamente in frutti di bosco surgelati (ulteriori indagini sono in corso per individuare la marca/marche e la provenienza dei frutti di bosco). In 6 paesi (Danimarca, Inghilterra, Germania, Olanda, Norvegia e Svezia) da Novembre 2012 ad Aprile 2013 si sono verificati 80 casi di Epatite A, di cui 15 confermati (ceppo HAV genotipo IB, diverso da quello isolato nel focolaio precedente). Nessuna fonte di infezione specifica è stata ancora individuata, ma tutti i casi hanno viaggiato in Egitto nel periodo di esposizione Analisi di tracciabilità sui frutti di bosco surgelati L’analisi comparata dei dati di tracciabilità ha avuto l’obiettivo di rappresentare le filiere distributive a monte dei lotti contaminati. La raccolta informativa mirava a identificare la presenza di fornitori e/o segmenti distributivi comuni a più lotti, consentendo di ricavare informazioni utili a svelare potenziali fonti di contaminazione dei frutti di bosco. Le ipotesi esplorate contemplavano sia la possibile contaminazione dei frutti freschi in fase di coltivazione e raccolta (contaminazione primaria), sia  possibili meccanismi di contaminazione crociata nelle successive fasi di congelamento e distribuzione degli ingredienti. A tal fine sono state adottate le seguenti definizioni: Lotto confermato: lotto di frutti di bosco (marca frutti bosco + numero lotto) per il quale l’analisi di laboratorio abbia consentito di accertare la presenza da virus HAV in almeno un campione Lotto sospetto: lotto di frutti di bosco (marca frutti bosco + numero lotto) consumato da almeno un paziente con Epatite A con esordio clinico nel corso del 2013, esclusi i lotti confermati Prodotto possibile: marca di frutti di bosco consumata da almeno un paziente con Epatite A con esordio clinico nel corso del 2013, e per il quale non si hanno indicazioni sul numero di lotto. Da gennaio 2013, informazioni dettagliate sulle tipologie di frutti di bosco surgelati consumati dai pazienti raccolte erano disponibili per 257 casi confermati o probabili. Le indagini di tracciabilità, tuttora in corso, hanno messo in luce l’estrema complessità della catena distributiva. Queste, infatti, hanno avuto per oggetto complessivamente 830 transazioni commerciali, facenti capo a 331 fornitori in 25 Paesi EU ed extra EU (dati riferiti al 31/1/2014). Il numero medio di transazioni commerciali a monte di ciascun lotto confermato o sospetto è di 56,6 (min. 4; max 70). Tale attività, sebbene non del tutto completata, sembra escludere l’ipotesi di una contaminazione per il solo effetto di un singolo ingrediente contaminato all’origine (contaminazione primaria) o solamente durante la fase di lavorazione (contaminazione puntiforme). Sono in fase di approfondimento ulteriori scenari che comportano la concomitanza delle ipotesi sopra descritte. Dal mese di Novembre 2013 l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), su incarico della Commissione Europea, ha attivato un gruppo di lavoro, al quale partecipano anche esperti della Task Force italiana, al fine di esaminare congiuntamente tutte le informazioni di tracciabilità disponibili nei vari Paesi colpiti dallo stesso ceppo epidemico, per ampliare la robustezza dello studio e delle sue conclusioni. Consulta i lotti risultati positivi al virus dell'epatite A dal 17 maggio 2013 ad oggi. Data di pubblicazione: 3 aprile 2014, ultimo aggiornamento 4 aprile 2014    

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  • La nuova direttiva RAEE

    Data pubblicazione: 08/04/2014


    E' stato pubblicato il D. Lgs. 14/3/ 2014, n. 49 recante "Attuazionedella direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettricheed elettroniche (RAEE)."    Il provvedimento entrerà in vigore il 12Aprile 2014. Tra le modifiche al "sistema Raee" previste dal provvedimento sisegnalano - tra le altre - i  chiarimenti apportati sulla distinzionetra Raee domestici e professionali (i Raee cd. "dual use" sonoricondotti nell'ambito dei domestici), l'introduzione del ritiro cd."uno contro zero" per i Raee di piccolissime dimensioni,  le modifichealle norme sul finanziamento della gestione  ecc.Fino al 14 agosto 2018 vige un periodo transitorio e il decreto siapplica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche (Aee),indicate nell'allegato I (si aggiungono, tra poche altre, i pannellifotovoltaici) e con alcune esclusioni.    Dal 15 agosto 2018 invece ilcampo di applicazione si apre e la disciplina si applica a tutte leAee classificate nelle sei categorie dell'allegato III.Per ridurre al minimo lo smaltimento dei Raee misti, è previsto che icentri di raccolta comunale accettino gratuitamente i Raee portati daicittadini, dai distributori e dai gestori dei centri di assistenzatecnica, purché prodotti nel territorio ove è ubicato il centro diraccolta, a meno di apposita convenzione con il comune.   Per i puntivendita di grande superficie (di almeno 400 mq), all'obbligo di ritirodel Raee nel caso di acquisto di una Aee nuova, si aggiunge quello delritiro di Raee di piccolissime dimensioni, anche senza acquisto delnuovo (cd. "uno contro zero"). Si tratta di Raee con dimensioniesterne non superiori a 25 cm.Infine, per arginare il fenomeno delle esportazioni illegali di Raee,l'allegato VI reca i requisiti minimi che il possessore devedimostrare in difetto dei quali si presumerà che si tratti di untentativo di esportazione illegale di Raee.Vengono confermate, inoltre, anche se con qualche residuoappesantimento, le semplificazioni esistenti nella gestione dei luoghidi raggruppamento dei distributori prevendendo - fattore questo didegno di nota - anche canali alternativi di conferimento.L'articolo 11 dello schema di decreto conferma le semplificazioninella gestione dei luoghi di raggruppamento dei distributori previstedalla L. 97/2013, attraverso l'incremento dei quantitativiraggruppabili.Di fondamentale rilievo per la crescita del sistema di raccolta deiRAEE risulta la previsione di consentire canali alternativi diconferimento agli operatori commerciali, per ovviare alla cronicacarenza di piattaforme comunali sul territorio nazionale (ad oggi,poco più del 40 % dei Comuni sono aperti alla distribuzione). Secondoil decreto questa possibilità di indirizzamento alternativo dei flussinon fa venire meno una completa tracciabilità dei RAEE raccolti,prevedendo anche l'esigenza di rivolgersi comunque a canalialternativi affidabili, che rispondano ai necessari requisiti per unacorretta gestione ambientale.

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