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  • Prevenire le truffe informatiche- Un seminario di Confcommercio Udine con Polizia postale e Questura

    Ha ricevuto una fattura elettronica da pagare. Il fornitore era noto, il pdf conteneva tutti i dati, apparentemente corretti. Solo uno era diverso: quello dell’iban del creditore. E il versamento è finito nel conto del truffatore.


    Un esempio, uno dei più eclatanti, di truffa informatica subito da un operatore del commercio. In questo caso si è trattato pure di intercettazione di comunicazione e-mail. Ma Confcommercio provinciale di Udine continua a raccogliere segnalazioni di ogni tipo. Il fenomeno è conosciuto come phishing. La Polizia potale parla più in generale di cyberattack. Il truffatore invia messaggi di posta elettronica che appaiono, per forma e contenuto, informazioni legittime di fornitori di beni o servizi. In realtà si tratta di una modalità fraudolenta di acquisizione di informazioni riservate, personali o d’azienda: il numero della carta di credito o la password per accedere a un determinato sito.


    Per aiutare le imprese associate sul fronte della prevenzione, Confcommercio promuove e organizza un incontro con la Polizia postale e la Questura di Udine, giovedì 30 novembre dalle 14.30 nella sala convegni in via Alpe Adria a Feletto. L’obiettivo è di informare le piccole e medie imprese sugli attacchi informatici che l’associazione ha riscontrato essere in continuo aumento, in un’ottica di prevenzione e repressione. Per ridurre i fenomeni delittuosi, sottolinea Confcommercio, è necessaria la consapevolezza da parte dei titolari di quali siano le caratteristiche delle azioni criminali più comuni. Interverranno Alessandra Belardini, dirigente del Compartimento della Polizia postale e Telecomunicazioni del Friuli Venezia Giulia, e il questore Claudio Cracovia. Ingresso libero con iscrizione obbligatoria (sindacale@ascom.ud.it).  In allegato invito. 

  • Approfondimenti dedicati alle imprese su credito, tari, normative, formazione obbligatoria ...





    Martedì 28 novembre 2017 alle ore 20.00


    CERVIGNANO


     


    A tutte le imprese del terziario 



    Ti invitiamo a conoscere l'offerta delle consulenze e dei servizi proposti da Confcommercio, impegnata DA 72 ANNI A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ IMPRENDITORIALI del commercio, del turismo e dei servizi. 



    Credito e finanziamenti, fisco ed imposte, personale dipendente, commercio elettronico e promozione sul web, formazione obbligatoria e non - anche finanziata -  per titolari e dipendenti, aggiornamenti sulle normative di settore, TARI, MEPA, patronato 50&Più ENASCO. 


     
    In Confcommercio è possibile trovare le risposte o essere indirizzati al professionista giusto per affrontare i problemi aziendali: rivolgici le tue domande!  



    Ti aspettiamo  













     





    Martedì 28 novembre 2017 alle ore 20.00


    presso la "Hotel Internazionale" - sala Aquileia


    via Ramazzotti, 2 - Cervignano


     


    Il Presidente


    del mandamento Lagunare


    Pier Luigi Mattiussi



    -- INGRESSO LIBERO -- 


    Per informazioni: 


    Vincenzo Cirigliano


    cell. 335.7846769


    tel. 0432 538769
    vincenzo.cirigliano@ascom.ud.it









  • #legalitàmipiace - il fenomeno della contraffazione in Fvg

    Terziario Fvg alle prese con l’illegalità: 6 imprese su 10 danneggiate, un consumatore su 5 ha acquistato almeno un prodotto contraffatto


    I risultati di due indagini di Confcommercio. Il 22% degli imprenditori pensa di dotarsi di un’arma



    In Friuli Venezia Giulia 6 attività del terziario su 10 hanno subito taccheggi nel corso dell’anno, ben oltre la media nazionale (43%). In una regione in cui un’azienda su quattro percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza, il 22% degli imprenditori (il doppio della media nazionale) pensa di dotarsi in futuro di un’arma per la difesa personale.


    Una sintesi preoccupante, per quanto le cose vadano meglio che nel resto d’Italia (il 30% parla di situazione peggiorata), quella che emerge dall’indagine Confcommercio-Gfk Italia sui fenomeni criminali, presentata in occasione di "Legalità, mi piace!", la giornata nazionale che ha visto mobilitarsi il sistema confederale.


    Un appuntamento, ha spiegato introducendo l’evento regionale il presidente di Confcommercio Udine Giovanni Da Pozzo, che «serve a promuovere e rafforzare, come testimonia la storia di Confcommercio, la cultura della legalità, prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo. La concorrenza sleale, che deriva dalla criminalità, dalla contraffazione, dall’abusivismo commerciale e, più in generale, da tutte le forme di illegalità, altera infatti il mercato danneggiando profondamente le imprese corrette e continuando ad alimentare l’economia sommersa».


    Stando al focus sul Fvg, realizzato con le risposte degli imprenditori del terziario al questionario pubblicato nel sito di Confcommercio e illustrato dal direttore di Confcommercio Pordenone Massimo Giordano, a risultare più aumentati sono abusivismo (per il 39% degli intervistati), furti (37%), contraffazione (36%) e rapine (30%). In Fvg, altra informazione, tra le misure di prevenzione c’è comunque un maggiore ricorso alle denunce.



    Confcommercio Fvg ha commissionato un’ulteriore indagine a Format Research, “Contraffazione e abusivismo in Fvg”. Quello che emerge è che il 20% dei consumatori della regione dichiara di aver acquistato almeno una volta nel corso del 2017 prodotti illegali (contraffatti) o di aver utilizzato un qualche genere di servizio offerto da un soggetto che non era autorizzato a erogarlo. Il profilo del consumatore che “acquista illegalmente” coincide spesso con quello di una donna, con un’età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Gli acquisti contraffatti si concentrano molto spesso su prodotti di abbigliamento (58%), scarpe/calzature (30%), prodotti di pelletteria (30%).


    Alla base degli acquisti di prodotti contraffatti c’è la convinzione da parte dei consumatori del Fvg di poter concludere un buon affare (si riesce a risparmiare). Appaiata la quota di coloro che ripiegano sugli acquisti illegali perché, di fatto, non possono permettersi (economicamente) di convergere su prodotti “legali”.


    Tuttavia, è elevata la percentuale di coloro che si dichiarano informati sui rischi delle sanzioni amministrative che si corrono quando si acquista contraffatto: di fatto, il 73% dei consumatori è consapevole che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi (in primo luogo per la salute e per la sicurezza personale), ma tende ad assumere ugualmente questo comportamento per le ragioni citate.


    Il fenomeno si riversa anche sulle imprese del commercio al dettaglio, turismo e servizi della regione. Il 61% di queste (specialmente le più piccole) ritiene di essere stato danneggiato dall’azione dell’illegalità almeno una volta in passato.


    Tre imprese su quattro ritengono che il fenomeno dell’illegalità, al di là dell’andamento dell’economia, sia in progressiva crescita e in questo caso sono le strutture ricettive a mostrare un malcontento superiore alla media, spesso dovuto alle nuove forme di illegalità che si sviluppano sul web. Con riferimento al territorio sul quale insiste la propria impresa, il 42% degli operatori ritiene in aumento il fenomeno dell’illegalità rispetto a 12 mesi fa. La presenza del fenomeno si materializza con la crescente concorrenza sleale, il primo effetto negativo dell’illegalità per le imprese della regione. A seguire, si teme una riduzione dei ricavi e il peso della spesa che deriva dall’acquisto di servizi di sorveglianza. In questo senso, le imprese tendono a proteggersi poiché sfiduciate verso le attuali norme in fatto di sicurezza: il 72% degli operatori del commercio al dettaglio, turismo, servizi della regione ritiene infatti inefficaci le leggi che contrastano fenomeni di illegalità.


     


    Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dalla ricerca “Contraffazione e abusivismo in Friuli Venezia Giulia” effettuata presso i consumatori e le imprese del commercio al dettaglio, turismo, servizi, operative in Friuli Venezia Giulia, realizzata da Confcommercio Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Format Research.


     


    INDAGINE AI CONSUMATORI


    Circa il 20% dei consumatori del Friuli Venezia Giulia dichiara di aver acquistato almeno una volta nel corso del 2017 prodotti illegali (contraffatti) o di aver utilizzato un qualche genere di servizio offerto da un soggetto che non era autorizzato ad erogarlo. Il profilo del consumatore che «acquista illegalmente» coincide spesso con quello di una donna, con un’età compresa tra i 35 ed i 54 anni. Il fenomeno dell’acquisto contraffatto prevale presso le famiglie con un unico percettore di reddito e con una capacità bassa di spesa.


    Fig 1. Le è mai capitato almeno una volta (nel 2017) di acquistare prodotti illegali (contraffatti) o di utilizzare i servizi erogati da parte di soggetti non autorizzati?


     


    Gli acquisti contraffatti si concentrano molto spesso su prodotti di abbigliamento (58%), scarpe/calzature (30%), prodotti di pelletteria quali borse, cinture, portafogli (30%), orologi, gioielli, occhiali (30%), prodotti alimentari e bevande (28%), audiovisivi, musica, videogiochi (13%).


    Fig 2. Quali prodotti (o servizi) del genere di cui sopra ha acquistato nell’ultimo anno (2017)?


     


    Il fenomeno è più marcato presso le donne con riferimento all’acquisto di articoli di abbigliamento, calzature, pelletterie (che restano al primo posto tra gli acquisti tramite i punti vendita «tradizionali», ovvero il negozio fisico), mentre è più evidente presso gli uomini con riferimento a orologi, prodotti alimentari, audiovisivi. In linea generale, la crescita del fenomeno è piuttosto elevata anche sul web. Alla base degli acquisti di prodotti contraffatti c’è la convinzione da parte dei consumatori del Friuli Venezia Giulia di poter concludere un buon affare (si riesce a risparmiare). È così nel 74% dei casi. Appaiata la quota di coloro che ripiegano sugli acquisti illegali perché, di fatto, non possono permettersi (economicamente) di convergere su prodotti «legali» (72%).


    Fig 3. Secondo Lei, perché si acquista un prodotto contraffatto o si ricorre a servizi esercitati in modo palesemente abusivo, o si scaricano illegalmente dal web prodotti piratati…?


    In generale, oltre sei consumatori della regione ogni dieci reputano che acquistare prodotti illegali sia «normale» e utile per coloro che si trovano in difficoltà economiche. In questo contesto, è allo stesso tempo elevata la quota di coloro che si dichiarano del tutto informati sui rischi delle sanzioni amministrative che si corrono quando si acquista contraffatto: di fatto, il 73% dei consumatori è consapevole che acquistare prodotti illegali possa comportare dei rischi (in primis per la salute e la sicurezza personale), ma tende ad assumere ugualmente questo comportamento per le ragioni citate.


    Fig 4. Quanto è d’accordo con l’affermazione “l’acquisto dei prodotti illegali o l’utilizzo di servizi irregolari è piuttosto normale e per di più si rivela utile per coloro che sono in difficoltà economiche”?


     


    INDAGINE ALLE IMPRESE


    Il 61% delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi del Fvg ritiene di essere stato danneggiato dall’azione dell’illegalità almeno una volta in passato. Si tratta prevalentemente delle imprese di dimensioni più piccole (micro imprese, fino a 9 addetti) e di quelle operative nel settore del commercio al dettaglio.


    Fig 5. Pensando all’attività della Sua impresa, quanto ritiene che questa sia danneggiata dall’azione dell’illegalità, ovvero da meccanismi commerciali fuori dalle regole che alterano la concorrenza e inquinano il mercato nel territorio nel quale opera?


     


    In generale, tre imprese del commercio al dettaglio, del turismo, dei servizi della regione ogni quattro ritengono che il fenomeno dell’illegalità, al di là dell’andamento dell’economia, sia in progressiva crescita. Anche in questo caso sono soprattutto gli operatori più piccoli ad evidenziare tale preoccupazione. A livello settoriale, le strutture ricettive mostrano un malcontento superiore alla media, spesso dovuto alle nuove forme di illegalità che si stanno sviluppando sul web.


    Fig 6. Quanto è d’accordo con l’assunto “al di là dell’andamento dell’economia, Lei ritiene che questo fenomeno (mercato dei prodotti illegali ed esercizio abusivo delle professioni) sia in continua crescita?”


     


    Con riferimento allo specifico territorio sul quale insiste la propria impresa, il 42% delle imprese del commercio al dettaglio, del turismo, dei servizi ritiene che il fenomeno dell’illegalità sia oggi in aumento rispetto a soli 12 mesi fa. Si tratta il più delle volte di micro imprese e di esercizi del commercio al dettaglio.


    Fig 7. Nell’ultimo anno (2017), rispetto all’anno passato 2016, Lei ritiene che il fenomeno dell’illegalità che insiste nel territorio nel quale opera la Sua impresa sia…?”


     


    Concretamente, la presenza del fenomeno si materializza con la crescente concorrenza sleale, che risulta essere il primo effetto negativo dell’illegalità per le imprese della regione. La concorrenza sleale è temuta prevalentemente dalle strutture ricettive e dagli operatori più piccoli.


    A seguire, le imprese temono una riduzione dei ricavi (24,8%) e recriminano in parte per la spesa che deriva dall’acquisto di servizi di videosorveglianza / antitaccheggio o da personale di sorveglianza per la prevenzione del fenomeno (10,2%).


    Fig 8. Pensando all’illegalità in tutte le sue diverse forme (contraffazione dei prodotti, acquisizione illegale di prodotti via Web come film, musica e videogiochi, abusivismo commerciale e/o esercizio illegale di una professione, taccheggio), qual è l’effetto che pesa di più sulla Sua impresa?”


     


    Proprio in questo senso, le imprese tendono a proteggersi il più possibile poiché sfiduciate verso le attuali norme in fatto di sicurezza: il 72% degli operatori del commercio al dettaglio, del turismo e dei servizi della regione ritiene infatti inefficaci le attuali leggi che contrastano fenomeni di illegalità. Le imprese di dimensioni più piccole e quelle del commercio sono le più scettiche circa l’efficacia delle attuali leggi.


    Fig 9. A Suo giudizio, le leggi che oggi contrastano reati quali furti, rapine, estorsioni, usura, contraffazione e abusivismo, sono efficaci?”


    ________________


    Nota metodologica


    Indagine ai consumatori. L’indagine “Contraffazione e abusivismo in Friuli Venezia Giulia – CONSUMATORI” è basata su un’indagine effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo dei consumatori della regione (400 interviste in totale). Margine di fiducia: +3,3%. L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste telefoniche (sistema Cati), nel periodo 10 – 15 novembre 2017.


    www.agcom.it www.formatresearch.com


    Indagine alle imprese. L’indagine “Contraffazione e abusivismo in Friuli Venezia Giulia – IMPRESE” è basata su un’indagine effettuata su un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese del commercio al dettaglio, turismo, servizi della regione (400 interviste in totale). Margine di fiducia: +3,3%. L’indagine è stata effettuata dall’Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste telefoniche (sistema Cati), nel periodo 10 – 15 novembre 2017.


    www.agcom.it www.formatresearch.com


     


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  • Dehors da adeguare e sostituire: prestiti da 10 a 40mila euro

    Confcommercio Udine, Confidi Friuli e Banca Popolare di Cividale siglano una convenzione per finanziare le imprese


     


    L’obiettivo è di permettere ai pubblici esercizi udinesi di adeguare i dehors che non rispettano le disposizioni del regolamento comunale. Alcuni vanno tra l’altro sostituiti con nuove strutture di pregio che richiederanno un investimento da ammortizzare in più anni. Con queste premesse, il mandamento di Confcommercio Udine con il presidente Giuseppe Pavan, Confidi Friuli con il vicepresidente Pietro Cosatti e Banca Popolare di Cividale con il direttore commerciale Maurizio Gattesco hanno siglato una convenzione che consentirà alle imprese che operano su spazio pubblico di accedere a finanziamenti da un minimo di 10mila a un massimo di 40mila euro per l’adeguamento e l’eventuale sostituzione dei dehors.
    Nelle sede di Confcommercio a Feletto Umberto si è dato dunque il via libera allo schema di finanziamento a medio termine (non oltre i 36 mesi) per l’erogazione di prestiti, entro il 30 giugno 2018, a valere su un plafond di 5 milioni di euro messo a disposizione da Banca Popolare di Cividale, a favore di aziende associate a Confcommercio e Confidi Friuli. «Un’iniziativa importante per i pubblici esercizi udinesi che potranno ora investire con l’obiettivo di una maggiore attrattività dei locali», osserva il presidente Pavan, mentre il direttore commerciale Gattesco evidenzia come, in un contesto di trasformazione del sistema bancario, «Banca Popolare di Cividale continua a dimostrare la massima attenzione verso la microimpresa, la parte più rilevante del sistema economico del territorio». Attore protagonista anche Confidi Friuli con le sue garanzie a copertura. «Si tratta di investimenti che le imprese hanno urgenza di fare subito – rileva il vicepresidente Cosatti –. I nostri uffici definiranno le singole pratiche nell’arco di una decina di giorni».

  • Bandi in essere a favore delle imprese del FVG

    La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato una serie di bandi dedicate alle imprese del Friuli Venezia Giulia. 


    In sintesi le opportunità sono le seguenti: 


    Contributi a favore delle piccole e medie imprese del settore industriale e dei servizi per l'attuazione di programmi pluriennali di promozione all'estero: la domanda si può presentare dal 25 ottobre al 19 dicembre 2017 


    Trattasi di contributi a fondo perduto per l’attuazione di programmi pluriennali di promozione all’estero a favore delle PMI del settore industriale e dei servizi, ai sensi della legge regionale 2/1992, capo VIII). 



I vantaggi della PEC
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